Art e Dossier

Isadora Duncan: una mostra a Firenze

categoria: Blog
2 September 2019
Firenze
Villa Bardini e Museo Stefano Bardini

Per la prima volta in Italia, a Villa Bardini a Firenze, viene proposta una mostra dedicata alla danzatrice americana Isadora Duncan e a tutti quegli artisti che, subendo il suo fascino, l’hanno ritratta. Dipinti, sculture e documenti, fra i quali fotografie inedite, ripercorrono il legame della ballerina con l’Italia, e l’influenza che ebbe nel contesto internazionale. Dal 13 aprile al 22 settembre è infatti possibile visitare quest'esposizione, inserita nella magnifica cornice di Villa Bardini, uno degli affacci più suggestivi sulla città di Firenze. Ma non solo Villa Bardini, perché i curatori Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi (in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli) hanno stretto un accordo con il Museo Stefano Bardini tale da permettere ai visitatori, dopo aver ammirato i capolavori in Villa, di riscendere la collina godendosi una meravigliosa passeggiata nel verde del Giardino Bardini, uscire da Via dei Bardi ed entrare nel Museo Stefano Bardini, a pochi passi in via dei Renai. Un percorso, questo, che permette di ammirare, prima, le oltre cento opere allestite sui due piani di Villa Bardini e poi concentrarsi sulla sezione dedicata alle grandi sculture e dipinti esposta al Museo Stefano Bardini. La mostra a Villa Bardini si apre con la statuetta fittile detta Tanagrina, raffigurazione di una menade che danza con un leggero peplo e sandali ai piedi. La statua è in netta contrapposizione al soggetto dipinto in La grande Danseuse di Federico Zandomeneghi, nel quale la ballerina è ritratta in tutù e calza le scarpette con la punta di gesso. Fin dall’inizio la mostra vuole evidenziare e far comprendere come Isadora Duncan abbia infatti ribaltato il concetto di balletto romantico dell’Ottocento, per introdurre un modo di danzare totalmente libero e svincolato dalle costrizioni, non solo fisiche (al tutù vengono sostituiti ampi vestiti  –  che ricordano il peplo dell’Antica Grecia – e alle scarpette sono contrapposti i piedi nudi e scalzi, che favoriscono la libertà e l’espressività dei movimenti), ma anche coreografiche (non più un balletto con schemi accademici, considerati innaturali e artificiosi, ma un ballo libero e primordiale, che si ispiri al sentimento e alla passione dettati dalla natura e dalla forza della musica, che possa far esprimere al meglio il corpo femminile). Grande amica dell'attrice Eleonora Duse e moglie del regista teatrale Edward Gordon Craig, Isadora Duncan è stata una grande precorritrice dei suoi tempi e pioniera di quella che attualmente è definita danza moderna e contemporanea. Isadora Duncan eleva la danza al ruolo di arte al pari delle altre espressioni artistiche e la trasforma in fonte di ispirazione per pittori, scultori, musicisti. In mostra a Villa Bardini possiamo vedere, tra le altre, anche le opere di Auguste Rodin, Antoine Bourdelle, Eugène Carrière, Adolfo De Carolis, Plinio Nomellini, Romano Romanelli, Galileo Chini, Francesco Messina, Felice Casorati, Umberto Boccioni, Libero Andreotti, Fortunato Depero, Gino Severini, Mario Sironi, Amedeo Bocchi e Gio Ponti. DegnO di nota è il dittico Gioia di Plinio Nomellini, il quale realizzò il grande dipinto  tra il 1913 e il 1914, dopo aver visto Isadora danzare sulla spiaggia di Viareggio. Lo espose alla mostra della Secessione romana nel 1914, data in cui, come scrisse in una lettera alla Duse (il carteggio presente in mostra), tolse la tela dal telaio e la arrotolò per poi dividerla in due parti nel 1935. Da allora l’intero dipinto fu ricomposto solo due volte, nel 1966 al Museo Fattori di Livorno e a Palazzo Strozzi a Firenze, e nel 1989 al Palazzo Mediceo di Seravezza. Erano dunque 30 anni che non veniva esposto il dittico con le sue due parti affiancate, e viene ripresentato quest’anno per la seconda volta a Firenze, questa volta a Villa Bardini, e non può far altro che rendere ancora più interessante la mostra interamente dedicata alla ballerina fondatrice della danza moderna.