Art e Dossier

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Arte verbovisuale alla Mazzoleni di Londra

categoria: In galleria
23 febbraio – 12 maggio 2018
Londra, Gran Bretagna
Galleria Mazzoleni

In scena fino al 12 maggio negli spazi londinesi a Mayfair della Galleria Mazzoleni, la mostra More Than Words raccoglie un’interessante selezione di artisti italiani e internazionali per i quali la parola costituisce un elemento espressivo essenziale. Tra gli italiani, opere di Vincenzo Agnetti si alternano a quelle di Alighiero Boetti, ma anche di Lucio Fontana, Mario Schifano e Mimmo Rotella. Non potevano mancare Emilio Isgrò, Piero Manzoni e Salvo. L’arte verbovisuale è invece perfettamente rappresentata tra gli altri da Cy Twombly, Joseph Kosuth e Jannis Kounellis. Il percorso si estende dal 1958 fino ad oggi, snodandosi su oltre 30 opere (dalla pittura alla fotografia, ma anche collage e neon) che raccontano il complesso sistema della ricerca. Le sue connotazioni più contemporanee si rintracciano facilmente nelle Avanguardie Storiche, ma è forse nell’Arte Concettuale che ha trovato il terreno più fertile per la sua espressione. Senza la pretesa di essere esaustiva del tema, l’esposizione curata da Daniela Ferrari, rappresenta un’importante panoramica sui modi e gli intenti con cui gli artisti sopra citati interagiscono con l’uso delle lettere, delle parole e del testo in generale come pratica d’arte. Prendendo in prestito l’affermazione di Kosuth che recitava: “Ritengo che il fondamento della mia pratica sia la creazione di significato”, la mostra ha il fine di mettere in luce la parola come domanda e affermazione, come messa in evidenza dello scrutinio del pensiero. E allora l’opera #II49. (On Color/Multi #9) del 1991 ben racconta la posizione dell’artista nella poetica concettuale, e altrettanto bene si inserisce il lavoro di Bochner “The Joys of Yiddish” del 2014. La serie di arazzi ideati da Boetti negli anni Settanta, rappresentati in mostra con un pezzo del 1989, trattano il tempo e la sua lettura, così come fanno le scritture asemantiche di Dadamaino. Manzoni lavora sulle lettere, Novelli sulla scrittura come Cy Tombly. Ironia, filosofia e assenza sono temi trattati da Agnetti, Salvo e Isgrò, mentre il mondo dei marchi e del lettering resta nelle mani di Schifano e Rotella. Infine, Moccia e Reimondo portano la parola a un nuovo livello, più contemporaneo e ancor più di ricerca. Una mostra da leggere e osservare con attenzione e gusto.

Costanza Rinaldi