Art e Dossier

Fra scoperte e riscoperte: l'affresco nella chiesa di Sant’Alessio e Bonifacio sull’Aventino

categoria: Blog
31 luglio 2019
Roma
Chiesa dei Santi Alessio e Bonifacio sull’Aventino

Lo scorso 29 giugno numerosi quotidiani nazionali hanno riportato la notizia di un eccezionale ritrovamento avvenuto presso la chiesa dei Santi Alessio e Bonifacio sull’Aventino: un affresco rimasto sconosciuto per più di 900 anni. Successivamente il Soprintendente di Roma, Francesco Prosperetti, ha dichiarato che la scoperta di tale affresco risaliva a quattordici anni fa, smentendo così il tweet di Claudia Viggiani, collaboratrice della stessa Soprintendenza nonché ricercatrice e scopritrice di quest’opera straordinaria. Al di là delle reali intenzioni che stanno dietro alla divulgazione “ritardataria” di questa scoperta, cosa sappiamo di questo affresco? L’opera è situata in un’intercapedine della Chiesa e la sua esistenza fu acclarata già nel 1965. In quell’anno il Genio Civile per le opere edilizie della Capitale scrisse alla Soprintendenza del Lazio di aver rinvenuto, durante i lavori di consolidamento della torre campanaria, “un affresco in ottimo stato di conservazione situato in un’intercapedine, tra torre e muri della chiesa”. Successivamente il comune di Roma decise di invitare l’Ufficio speciale per il Genio Civile a “ristabilire lo status ante lavori” impedendo così sia il procedere degli studi sia l’intervento di restauro sul dipinto. Da questo momento in poi l’opera cadde nell’oblio, fino alla riscoperta nel 2004. Ciò che colpì immediatamente gli addetti ai lavori fu constatare che il dipinto era stato realizzato mediante la tecnica della pittura a calce. Questo procedimento consentiva di stendere i pigmenti sull’intonaco semi-asciutto o asciutto. Grazie a questo sistema il pittore ha potuto così ottenere una composizione raffinata, che difficilmente poteva essere completata in un’unica veloce stesura. Rispetto alle opere coeve, realizzate tramite la medesima tecnica, la pittura Aventina conserva quegli strati più superficiali di colore che altrove sono andati perduti. Gli studi effettuati all’epoca della scoperta identificarono le figure dipinte come i Santi Bonifacio e Alessio. Grazie ai recenti restauri, che vedono il contributo di Susanna Sarmati, è stato possibile identificare tali figure con Sant’Alessio e il Cristo pellegrino: iconografia molto rara, vista la datazione alla seconda metà del XII secolo, e che confermerebbe ulteriormente l’eccezionalità della scoperta. Per quanto riguarda l’accessibilità al grande pubblico bisognerà invece attendere per evidenti problemi di sicurezza legati alla collocazione dell’opera. Indipendentemente dalle polemiche nate attorno alla dichiarazione di recente scoperta della Viggiani, si spera che il rinfocolarsi dell’interesse verso questo affresco possa in futuro avvicinare numerosi turisti e romani a quest’opera medievale di straordinaria unicità.

Giulia Sartori

Master Management dell'Arte e dei Beni Culturali
Giunti Academy
2019

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