Art e Dossier

I neo-luoghi dell’arte: Veilhan a La Rinascente

categoria: Blog
2 settembre 2019
Roma
La Rinascente

Vetrine, scale mobili, cartelli promozionali e registratori di cassa sempre più in relazione con dipinti, reperti archeologici e installazioni. Difficile da immaginare, ma se per alcuni è sacrilego, per altri è l'unica strada percorribile oggi per convincere le persone a interessarsi all'arte. Dunque, benvenuti in un «art-mall». La profezia di Andy Warhol per cui «tutti i magazzini diventeranno un giorno musei e i musei diventeranno gallerie commerciali», pare essersi avverata. La cultura è diventata una carta jolly per tutti i settori, per cui, strategie di marketing o meno, se la si porta in un luogo del “quotidiano” quale un centro commerciale – ove una grossa fetta di pubblico non si sente intimidita né giudicata, piuttosto pronta e recettiva a relazionarsi con ciò che li circonda, molto di più che in un museo – si riesce ad avvicinare e a rendere l’arte più accessibile. Questa tendenza, ormai diffusa in tutto il pianeta, è diventata regola in Asia. A fare da “nave scuola” è il K11 di Pechino, un mega centro che unisce commercio e installazioni temporanee, rendendolo più che un passatempo. Si prenda poi la Galerie des Galeries Lafayette, che dal 2013 ha inaugurato a Parigi uno spazio – in Boulevard Haussmann – con l’ambizione di dare visibilità ai creativi e offrire gratuitamente ai visitatori uno spettacolo. Lo stesso accade a Londra ai grandi magazzini Harrods, dove non si paga il biglietto di ingresso ma è come visitare un museo d’arte contemporanea. In Italia, il dibattito è aperto ma non mancano esempi positivi: a Milano, nel quadrilatero della moda, le chiamano «experience boutique»: non si va solo per fare shopping, si vivono emozioni e si partecipa a performance. A questo modello di intrattenimento culturale e commerciale si ispira anche la Rinascente di Roma, in via del Tritone. Vendere, interessare e creare sinergie. L’iniziativa avviata da La Rinascente testimonia una costante ricerca di intercettazione delle più vive correnti intellettuali e artistiche per portarle all’attenzione del grande pubblico. Così è stato con Bruno Munari, Derek Gores e altri artisti internazionali. Da febbraio e per tutto il 2019 è la volta di Xavier Veilhan, parigino, i cui lavori si articolano nei temi della velocità, della modernità e dell’urbanizzazione, rendendo sempre meno netto il confine tra industria e arte. Mobile è la suggestiva installazione dell’artista che anima il cavedio del Flagship Store di Roma in via del Tritone. Un allestimento aereo, composto da sfere e dischi colorati, che si sviluppa dal sesto al primo piano secondo una tendenza verticale similare al luogo che li contiene: una sede di lusso a diversi livelli. Quest’opera espansa per 21 metri di altezza, genera un nuovo spazio in cui le possibilità trasformative sono infinite. Le sfere danno materialità all’aria cambiando posizione continuamente. Questa indeterminazione di corpo e spazio genera bellezza, ci invoglia a interfacciarci con queste forme senza mai sentirle opprimenti. Le sculture aeree di Veilhan si evolvono, si muovono – rimanendo sempre le stesse – interagiscono, rendendosi autonome, con il movimento della gente e i loro pensieri. Così, l’idea di shopping center quale «non-luogo» alienante e senza anima per eccellenza è tramontato. Si hanno piuttosto dei «neo luoghi». Fondati sul consumo, certo, ma con una visione sul futuro e al nuovo modo di adoperare, fruire e stabilire delle relazioni con l’arte e la cultura. Si offrono dei servizi e delle opportunità, si genera sorpresa e meraviglia. Si scopre l’arte nei supermercati.

Giorgia Anselmi

Master Management dell'Arte e dei Beni Culturali
Giunti Academy
2019

Scopri il blog dell'arte di Giunti Academy