Art e Dossier

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A Rivoli l'arte di Hito Steyerl

categoria: Blog
1 novembre 2018 – 1 settembre 2019

Raramente esistono casi in cui un artista, nel produrre la sua opera, offra le chiavi concettuali per comprenderla. Quando ciò accade, ci si trova di fronte alla preziosa opportunità di unire la riflessione teorica al gesto espressivo comunicato: questo è il caso della videomaker Hito Steyerl. Dai tratti orientali ma di origine tedesca, la Steyerl è una delle personalità più influenti nel mondo dell’arte contemporanea. Un’artista a tutto campo; scrittrice, teorica, filosofa e insegnante alla Universität der Künste di Berlino. Conosciuta per i suoi documentari e conferenze performative, è un’attenta osservatrice di sé stessa e del mondo, che da anni cerca di capire e approfondire i rapporti che oggi intercorrono tra arte, tecnologia e società. Per quanto vario e imprevedibile, il lavoro di Hito segue un fil rouge molto preciso: riflettere sul ruolo dei media, della tecnologia e dell’eccessiva circolazione di immagini nell’era del “nativismo digitale”.  Ad appassionarla in primis sono le modalità con cui internet, big data e ingegnerizzazione informatica interagiscono con la società e ne modificano la percezione della vita, oltre che la fruizione dell’opera d’arte. Per chi non avesse visto i suoi precedenti lavori – in location quali la Biennale di Venezia del 2015 – né letto i suoi libri illuminati o partecipato alle sue “assurde” conferenze sull’arte – dallo scorso novembre 2018 al prossimo primo settembre 2019 – il Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli ospita un’installazione progettata ad hoc dalla poliedrica artista: The City of Broken Windows (La città delle finestre rotte) a cura di Carolyn Christov Bakargiev e Marianna Vecellio.  L’installazione, pensata per lo spazio della Manica Lunga nel Castello di Rivoli, è nata dalla sua ricerca attorno alle industrie di AI – Artificial Intelligence – sulle tecnologie di sorveglianza e attorno al ruolo che i musei svolgono nella società di oggi. In poche parole, su come l’intelligenza artificiale influenzi l’ambiente urbano che viviamo ogni giorno e su come, nonostante tutto, si possa dare forma a atti pittorici alternativi in spazi pubblici. The City of Broken Windows può essere descritta come poesia sonora e visiva. Entrando infatti, si viene catturati da rumori assordanti: tanti vetri che si rompono insieme e che generano una sinfonia inclassificabile. A dominare sono poi delle enormi e invadenti scritte nere su pareti e finestre, che richiamano i concetti espressi nei due video trasmessi ai poli opposti dello spazio. Il primo, dal titolo Broken windows documenta il lavoro svolto da una società informatica nel classificare il suono prodotto da finestre che si rompono. Una classificazione che servirà in un secondo momento – a degli ingegneri coinvolti nell’industria dei sistemi d’allarme – nello sviluppare software di intelligenza artificiale pronti a riconoscere effrazioni e scassi. All’opposto della sala troviamo Unbroken windows che documenta gli interventi dell’artista Chris Toepfer nel tentativo di recuperare le periferie disagiate di Chicago, occludendo le finestre di edifici abbandonati con pitture.  Lo spazio espositivo, a prima vista spoglio, è in realtà così concepito per essere di riflessione allo spettatore: i due poli rappresentano l’arte e il nostro modo di vivere la società. Da una parte, algoritmi e big data per fornire risposte automatizzate ai bisogni dell’uomo; dall’altra il gesto libero dell’uomo che prova a combattere il degrado. La Steyerl dunque, invita ancora una volta a riflettere. In un’epoca in cui il mondo dell’arte resta affascinato davanti alle prime opere che legittimano l’uso dell’intelligenza artificiale, l’artista ne mette in discussione le applicazioni e valenze. La mostra in corso al Castello di Rivoli, vuole scuotere le coscienze. Una mostra da vedere per ragionare. Una mostra che è arte e una forma di attivismo critico.

Giorgia Anselmi.