Art e Dossier

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Save Italy: Montebonello a Modena

categoria: Blog
1 agosto 2019
Modena
Montebonello

Modena, terra del mito, è una città che possiede un patrimonio storico artistico di grande rilevanza e un fascino particolare. Da subito la nostra mente si collega alla nota azienda automobilistica Ferrari, alla gastronomia emiliana, ai tortellini, alle crescentine, all’aceto balsamico e al frutto della tentazione, la ciliegia. Oltre a questa enorme ricchezza, esiste la provincia, con borghi, colline e montagne, e proprio qui, nell’Appennino modenese, sorge il borgo di Montebonello (Pavullo nel Frignano), paese che originariamente era collegato alla via Bibulca, antico itinerario che univa Modena al Granducato di Toscana. Proprio in questo borgo si conservava una fonte preziosissima di olio di sasso, un particolare tipo di olio proveniente da oli fossili che era molto simile al petrolio. Oltre a questa fonte preziosa, che rendeva Montebonello un territorio molto ambito in epoca medievale, il paese si trovava all’interno di una fitta rete di castelli appartenenti a signorotti locali da sempre in lotta con il governo centrale di Modena, capeggiato dalla famiglia estense di Ferrara. A partire dalla fine del XIII secolo, a Montebonello è documentata una struttura castellana dotata di possenti mura e di una torre, residenza della famiglia Da Montegarullo. Oggi, in questo borgo, è ancora conservata la chiesa castellana edificata a partire dalla fine del XIII secolo e dedicata fin da subito alla Natività della Vergine Maria. Qui, nel 1980, il parroco della chiesa scoprì che, lungo le pareti della navata e della zona absidale, stavano emergendo, da fitti strati di calce, delle pitture somiglianti ad affreschi votivi. La scoperta avvenne in modo del tutto casuale, a causa di una grande infiltrazione proveniente dal tetto. Finalmente, dopo tanti anni, questi affreschi sono stati riportati alla luce ed ora è possibile iniziare un vero e proprio percorso di valorizzazione che promuova questa meraviglia d’Italia. Gli affreschi sono databili tra gli anni 40 e 60 del Quattrocento e sono suddivisi in ex-voto lungo le due pareti della navata, e in un ciclo dedicato alla vita della Vergine Maria nella zona absidale. Proprio in questo ciclo, si conservano episodi rarissimi tratti da scene tramandate dai Vangeli Apocrifi. Insomma, Montebonello è pronto ad accogliervi in un’atmosfera suggestiva e raccolta, dove è possibile riscoprire l’antica arte appenninica che alcuni chiamano banalmente secondaria, ma che in realtà non ha nulla da invidiare all’arte cittadina; forse solamente il fatto di essere ancora troppo poco valorizzata e tutelata, tanto da farci gridare Save Italy!

Massimiliano Venturelli