Art e Dossier

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Terra Mater. Il messaggio di Mirkò

categoria: Blog

Mirko Guida, in arte Mirkò, è un’artista contemporaneo italiano originario di Vietri sul Mare. Dipinge su ceramica, tela e legno. Il suo stile è unico, frutto di studi e influenze diverse e di una personalissima visione del mondo e dell’arte. Il 21 maggio dello scorso anno Mirkò inaugura al Museo de Arte de Rio Grande do Sul di Porto Alegre in Brasile una mostra personale intitolata Terra Mater, curata da Rita Raimondi e destinata a girare il mondo. La collaborazione tra artista e curatrice si concretizza visto il desiderio di entrambi di realizzare un progetto artistico a tema migrazione. I due concordano sul pensiero dell’esistenza di un’unica terra: la Terra Mater, dove non esistono circoscrizioni territoriali, confini geografici o politici, dove tutti gli uomini sono figli e abitanti di una sola terra. Secondo i due professionisti gli uomini sono fratelli, tutti uguali, tutti migranti. E il fenomeno della migrazioneandrebbe inteso come il mero spostamento, breve o lungo, da un punto all’altro di un unico grande territorio. Non dovrebbero quindi verificarsi fenomeni di discriminazione, di razzismo, di intolleranza. Mirkò sa bene che questo suo pensiero non trova riscontro nel mondo reale dove il fenomeno della migrazione è in effetti un dramma. I migranti sono nomadi, denigrati, privati di una dignità, soffrono e, in molti casi, perdono anche la vita. Mirkò decide di storicizzare e denunciare la tragedia della migrazione che avviene nel mar Mediterraneo nell’opera più importante della mostra intitolata: la Croce. La Croce è un polittico composto da cinque tele che vanno a richiamare la forma di una croce greca. La tela centrale del polittico raffigura una nave strabordante di migranti che vengono inghiottiti da un mostro marino rappresentato sulla tela sottostante. Le tele laterali, simbolo della mostra, sono due quadri complementari. Raffigurano rispettivamente una donna nuda nera con in grembo un bambino bianco e una donna nuda bianca con in grembo un bambino nero. Se si riavvicinassero i due quadri, i palmi delle due donne si toccherebbero e la bilancia della giustizia si ricomporrebbe. Queste ultime due tele insieme a quella situata in cima raffigurante la colomba della pace vogliono trasmettere un messaggio di speranza ed esaltare il senso di umanità che Mirkòspera di risvegliare o di intensificare nell’animo degli spettatori della mostra e cioè il senso del rispetto, della tolleranza, dell’uguaglianza e della pace tra gli uomini. La forma a croce dell’operaè simbolica e sta ad indicare che la situazione tragica vissuta dai migranti è in realtà una responsabilità di tutti. Perciò ogni uomo dovrebbe prendersi carico di questa croce per poter contribuire a scrivere la parola fine a questo terribile dramma.Il linguaggio universale di Mirkò consente a tutti di permeare le sue opere e il loro messaggio e generare consapevolezza e riflessione su una questione, quella della migrazione e della relazione con l’altro, che avanza sempre più prepotente nelle nostre vite e richiede di essere affrontata guardandosi negli occhi e avvicinando i palmi delle mani come le due donne in dolce attesa simbolo di Terra Mater

Claudia De Riso

Studente del Master Management dell’Arte e dei Beni Culturali

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