Art e Dossier

Tracey Emin a Roma

categoria: Blog
30 ottobre 2019

Leaving

Roma
Galleria Lorcan O’Neill

Tracey Emin, che negli anni Novanta era un’esponente di spicco del gruppo Young British Artists insieme a Damien Hirst, dal 21 settembre al 7 dicembre espone a Roma, alla Galleria Lorcan O’Neill, una trentina di dipinti e disegni che rappresentano i temi che, durante la sua intera produzione, le sono sempre stati cari. L’arte di Tracey Emin si basa sulla “rivelazione” cioè sull’esigenza di mettersi a nudo e mostrare il mondo interiore traendo ispirazione dagli eventi vissuti durante la sua esistenza. È famosissima la sua installazione, esposta per la prima volta nel 1999 alla Tate Gallery, intitolata “My bed”: un letto in condizioni abiette, circondato da sigarette, alcol, anticoncezionali, giornali, vestiti sporchi. L’artista ha raccontato così il reale stato del proprio letto in un suo momento di crisi depressiva durante il quale è rimasta stesa per quattro giorni in una condizione di semi-coscienza. L’opera si pone così in un dialogo intimista con chi la guarda ed è un caso rappresentativo di come Tracey Emin (e allo stesso modo gli altri esponenti del gruppo Young British Artists) voglia raccontare la “presa diretta” tramite l’assemblage di oggetti dall’aspetto disturbante. Il titolo della mostra che ha luogo alla Galleria Lorcan O’Neill è Leaving, espressione che indica una “partenza” intesa però come “movimento”, “passaggio”. È stata, infatti, l’artista ha spiegare che «La mostra riguarda i riti di passaggio, del tempo, dell’età, e la semplice constatazione che siamo tutti soli». Il simbolo di questo pensiero è il corpo femminile come luogo che conserva i cambiamenti, che siano interiori o esteriori, tant’è che è l’unico soggetto delle opere che verranno esposte. Anche nel caso di Leaving, ogni opera nasce da esperienze personali di Tracey Emin, prima fra tutte la recente scomparsa di sua madre, vissuta, nel senso più allusivo del termine “leaving”, come “abbandono”. Nelle opere, prodotte nei suoi studi tra l’Inghilterra e la Francia, troviamo anche amore, dolore, violenza, emozioni espresse tramite le delicate linee tratteggianti del nudo femminile. I corpi sono attorniati da schizzi di colore, spesso rossi a simboleggiare il sangue, e da frasi esplicative, dalle più romantiche (“If everything you say is true, then you know I love you…”), alle più provocatorie (“My body slipped – Tracey Tracey –shows us your cunt…”), non dimenticando, infatti, che l’artista affronta, nelle sue opere, tutti gli stereotipi che nella comunicazione sociale afferiscono alla femminilità e alla sessualità con un intento provocatorio di sovversione. Ciò rispecchia la volontà di trasmettere la complessità dei cambiamenti tra l’intensità degli addii e l’eccitazione dei nuovi inizi. Alla Galleria Lorcan O’Neill, inserita nella bellissima cornice del vicolo de’ Catinari a Roma, va il merito di aver reso onore ad un’artista come Tracey Emin che scruta le emozioni dell'esistenza umana e trasforma le sue esperienze personali, i suoi ricordi e le sue emozioni in un’arte che diventa tanto intima quanto universale.

Carolina Pensato