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Art History: ricerca iconografica

Endimione

Il mito di Endimione è raccontato da varie fonti che tramandano diverse versioni. Quella più celebre è la storia narrata da Apollonio Rodio, secondo il quale il bellissimo Endimione era amato dalla dea Selene/Luna (equiparata anche ad Artemide/Diana), la quale, all’apparire del carro di Apollo nel cielo, spariva dietro la cresta del monte Latmo, in Asia Minore, per andarlo a trovare mentre egli dormiva in una grotta. Secondo Cicerone (Tusculanae disputationes), il sonno di Endimione sarebbe stato provocato dalla stessa dea per potersi accostare indisturbata a lui, e dalla loro unione sarebbero state generate cinquanta figlie. L’atmosfera del mito è quella pastorale e arcadica, poiché, secondo Apollodoro, Endimione era un giovane pastore (o cacciatore) re di Elide, la cui caratteristica costante era il sonno, che, talvolta, risulta un dono di Zeus in sostituzione della morte, oppure una punizione da parte di Zeus per avere Endimione desiderato l’amore di Era; in altri casi si dice che Ipnos, il dio alato del sonno, innamoratosi di lui, gli avesse concesso il dono di poter dormire a occhi aperti. A questo languido e romantico personaggio vennero dedicate numerose opere letterarie moderne, in forma di liriche o di poemi (Cariteo, Marino, Guidi, Stagnelius e Keats), e molti dipinti.