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Art History: ricerca iconografica

Dante

Dante Alighieri, il maggior poeta italiano (Firenze 1265 – Ravenna 1321), autore di diverse opere dette “minori”, ma identificato con il suo capolavoro, la Divina Commedia, fu un soggetto molto rappresentato in arte, soprattutto nella sua funzione di “uomo illustre” glorificatore dell’Italia. Nel Rinascimento, nell’ambito celebrativo di un passato molto vicino e specificatamente legato alla città di Firenze, lo ritroviamo come soggetto del celebre ciclo di affreschi dedicato agli Uomini e donne illustri, dipinto da Andrea del Castagno nella Villa Carducci a Legnaia. Qui la figura monumentale di Dante Alighieri è ritratta di tre quarti, con il caratteristico abbigliamento e il libro semi aperto nella mano destra, mentre l’altro braccio compie un gesto oratorio rivolto verso l’adiacente figura di Petrarca, mentre segue il ritratto di Boccaccio nella successiva finta nicchia marmorea. Il destino iconografico di Dante fu spesso legato a quello degli altri due poeti toscani suoi contemporanei, all’interno, dunque, di una triade letteraria che già aveva trovato la sua prima codificazione in Firenze nel perduto ciclo dell’aula minor di Palazzo Vecchio, già affrescata intorno al 1380 dai pittori Cecco Lapi e Piero di Giovanni. Fin dal tardo Trecento, dunque, i fiorentini avevano alimentato il riconoscimento dell’importanza di Dante e della sua opera letteraria, soprattutto al fine di ottenere la restituzione delle sue ceneri da Ravenna. In occasione del secondo centenario della nascita (nel 1465) fu realizzato un ritratto celebrativo di Dante per Santa Maria del Fiore eseguito da Domenico di Michelino, che ne sostituiva uno già preesistente. Insieme al ritratto del poeta vi sono rappresentate la città di Firenze e l’allegoria della Divina Commedia, in un insolito accostamento simbolico. L’immagine di Dante, naturalmente, sarà spesso legata alla rappresentazione di scene miniate che illustravano le Cantiche, nei numerosi codici manoscritti, dove la sua figura appare insieme a Virgilio o a Beatrice. La più celebre è quella del ciclo delle novantuno pergamene miniate da Sandro Botticelli alla fine del Quattrocento. Nel Cinquecento il ritratto di Dante compare insieme a quello di Virgilio nel Parnaso di Raffaello (Vaticano, Stanza della Segnatura). Altri ritratti celebrativi, anche di grandi dimensioni, saranno eseguiti nel XIX secolo, in pittura e in scultura nell’ambito del revival storico e culturale del Medioevo.