Depero torna a Milano, ospite del Museo Bagatti Valsecchi
Depero Space to Space. La creazione della memoria
Fortunato Depero torna finalmente a Milano dopo 35 anni dall’ultima mostra e trova ospitalità negli ambienti suggestivi del Museo Bagatti Valsecchi, dove le opere dell’artista trentino interagiscono con la collezione permanente grazie a un allestimento originale ideato dallo studio A-fact architecture factory di Milano che esalta la collocazione spazio-temporale delle opere nel contesto abitativo dei baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. Proprio con gli originari proprietari della casa museo, Depero condivise infatti il desiderio di abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo e lo dimostra la sua dimora, anch’essa musealizzata, di Rovereto. Sulla comune attitudine dei fratelli Bagatti Valsecchi e di Depero di mettere in relazione epoche remote e contemporaneità in una visione corale ed omogenea, si fonda quindi il concept di Depero Space to Space. La creazione della memoria, curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico.
Le oltre quaranta opere - provenienti dalla Casa D’Arte Futurista Depero e dal Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto - si datano tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento e sottolineano la versatilità di un artista che fu anche progettista, arredatore, scenografo, interessato sin dagli anni Venti all’allestimento degli spazi. Depero si occupò inoltre delle mostre di arti applicate a Monza nel 1923 e nel 1927 e dell’Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes a Parigi nel 1925. Ebbe peraltro un rapporto profondo con Milano, dove nel 1946 allestì una personale alla Galleria Il Camino grazie al sostegno dell’amico collezionista Gianni Mattioli; anche la sua rivalutazione critica post mortem avvenne nel capoluogo lombardo nel 1962, seguita dall’esposizione alla Villa Reale nel 1989.
Il sogno eclettico, dinamico e futuribile di Fortunato Depero rivive infine con la rievocazione del ViBiBar, Vino-Birra Bar, un leggendario locale decorato dall’artista nel 1937 con sette tarsie in panno inserite in una boiserie: il Museo Bagatti Valsecchi ne rievoca la memoria organizzando cinque aperitivi futuristi che, da febbraio a luglio, trasformeranno il Museo in un elegante bar, tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e atmosfera d’altri tempi.
Marta Santacatterina

