Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Giustina

Le poche notizie biografiche provengono dalla sua Passio e da altre fonti letterarie, ricche di elementi leggendari. Nata a Padova da una famiglia nobile (che in una fonte del secolo XII è indicata come regale), Giustina venne arrestata durante le persecuzioni di Diocleziano e condotta davanti al tribunale di Massimiano. Rifiutando di abiurare la fede cristiana, fu condannata alla pena capitale; la sentenza fu eseguita il 7 ottobre 304 e il corpo della martire fu sepolto fuori dalla cinta della città, a Oriente, nei pressi del teatro romano. Sul suo sepolcro venne eretta una basilica fatta costruire dal prefetto del pretorio Opilione e distrutta in seguito da un terremoto, nel 1117. La congregazione benedettina che fece ricostruire il tempio della martire la elesse come speciale patrona insieme a san Benedetto, contribuendo a propagare il suo culto in Italia e in Europa. Giustina è stata fatta oggetto di numerose rappresentazioni in tutte le forme artistiche: dal mosaico alla miniatura, dalla cesellatura all’arazzo, dalla scultura alla pittura, fino al conio delle monete dette “giustine”, in circolazione nella Repubblica di Venezia dopo la vittoria di Lepanto riportata il giorno festivo della santa, nel 1571. Gli attributi iconografici di Giustina sono la palma e il libro in mano, arricchiti, in seguito, dalla corona, lo scettro, il globo, e, dopo il Quattrocento, anche da un pugnale conficcato nel petto.