Art e Dossier

Apre Collecto, un viaggio nell’umanità

categoria: Eventi
7 – 24 maggio 2026

Collecto. Palazzo delle Arti e delle Culture

Venezia
Collecto. Palazzo delle Arti e delle Culture

Dieci anni fa Inti Ligabue istituiva una fondazione dedicata al padre Giancarlo, imprenditore e paleontologo che, grazie ai suoi lunghi viaggi, aveva dato inizio a una collezione che oggi, ampliata e orientata anche verso il contemporaneo, trova una sede permanente nelle sale di palazzo Erizzo. Il nuovo “Palazzo delle Arti e delle Culture” è stato battezzato con un neologismo, “Collecto” che intende evocare da un lato le origini della prestigiosa raccolta di manufatti e dall’altro proporre nuove prospettive, connettendo culture e civiltà di tutti i continenti e di tutti i tempi. L’obiettivo? Evidenziare le radici comuni dell’essere umano, gli archetipi e i temi che connotano l’immaginario dell’uomo, al di là di confini temporali e geografici.

Il percorso espositivo mette in dialogo più di quattrocento opere, con una timeline che va dalle origini della Terra – ad esempio con un raro meteorite precipitato 4,5 miliardi di anni fa e che assomiglia a una scultura – fino ai lavori di Arcangelo Sassolino, Nico Vascellari, Giorgio Andreotta Calò e di altri artisti viventi, che si intersecano con opere di Ambrogio Lorenzetti, Leonardo da Vinci, Gian Battista Piazzetta e Giambattista Tiepolo. E poi c’è una biblioteca mesopotamica, opere dell’Antichità classica; manufatti precolombiani, oceanici e africani.

L’esposizione non segue un percorso strettamente cronologico, ma ricostruisce varie tappe dell’evoluzione dell’umanità, approfondendo i grandi temi e i soggetti con cui l’uomo da sempre si confronta: la nascita e la morte, la bellezza, il prestigio e il potere (memorabile la mostra Power & Prestige. Simboli del comando in Oceania organizzata dalla Fondazione Ligabue, sempre a Venezia, tra 2021 e 2022), gli antenati e le divinità. Si ammirano ad esempio un’ascia, la cosiddetta Amigdala Ligabue, accostata a un globo celeste di Vincenzo Coronelli (1698) e al Nido d’uccello scomposto di Nico Vascellari; e ancora un antico scudo in bronzo decorato, un elmo corinzio e la fotografia Atleti della Villa dei Papiri di Mimmo Jodice. Tra le dee madri, le divinità, gli spiriti appartenenti a culture diverse spicca l’eccezionale Venere Ligabue, uno dei più raffinati esempi di arte protostorica databile tra il 2200 e il 1800 a.C. A proposito di divinità mitiche, si espone l’imponente tela Giunone, Eolo e Deiopea (1739-1747) di Jacopo Amigoni, mentre le opere di Vera Lutter, Giuseppe Santomaso e Arcangelo Sassolino offrono visioni della forza indomabile della materia e della precarietà dell’esistenza. Già protagonisti della mostra De’ visi mostruosi (2003), la Testa di vecchia di Leonardo da Vinci e le caricature di Giandomenico Tiepolo sono i pezzi forti di una sorta di studiolo dove si incontrano anche alcune Madonne con bambino di Ambrogio Lorenzetti, Jacopo del Sellaio e Giovanni Battista Piazzetta.

Al viaggio nella collezione si aggiunge un tassello tutto contemporaneo: Marta Spagnoli, infatti, fino al 24 maggio presenta una tela monumentale, disegni e altre opere di formato minore in dialogo con “Collecto”. Si tratta degli esiti di una residenza d’artista resa possibile anche grazie alla collaborazione di Galleria Continua.

Il palazzo, che è anche la sede storica della Fondazione, vuole inoltre affermarsi come centro di pensiero e punto di riferimento primario delle sue molteplici attività di ricerca e divulgazione.