Art e Dossier

Le collezioni degli Asburgo in mostra a Roma

categoria: Mostre
6 marzo – 5 luglio 2026

Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum

Roma
Museo del Corso – Polo museale, Palazzo Cipolla

Quello degli Asburgo fu un impero multietnico, multiculturale e multireligioso, nel quale l’arte rappresentò uno strumento di affermazione culturale, di diffusione del sapere e di dialogo tra le diverse realtà. Oggi, per la prima volta in Italia, si racconta la storia della casata attraverso più di cinquanta opere provenienti dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna, così da consentire ai visitatori di scoprire una collezione che è al tempo stesso museo e autoritratto dinastico, simbolo della magnificenza di un impero e dell’ambizione culturale dei suoi sovrani. 

La curatrice Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del KHM, ha quindi scelto un nucleo di opere acquisite o commissionate tra il XVI e il XIX secolo dall’imperatore Rodolfo II, dall’arciduchessa Isabella Clara Eugenia, dall’arciduca Leopoldo Guglielmo fino all’imperatrice Maria Teresa. Se il percorso si apre con un approfondimento sull’architettura del palazzo che ospita il museo viennese progettato da Gottfried Semper e Carl Hasenauer e inaugurato nel 1891 sotto il governo di Francesco Giuseppe I, progetto che viene posto in relazione con la sede della mostra, Palazzo Cipolla, è la pittura europea tra Cinque e Seicento a rappresentare il cuore del percorso espositivo, per il quale si sono convocati dipinti di Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck e Jan Brueghel il Vecchio in modo da illustrare la grande stagione fiamminga del XVII secolo e il ruolo di Anversa come fulcro di una rete artistica internazionale alimentata da botteghe, committenze di corte e scambi internazionali. Una sezione è dedicata alle Kunstkammer, le “camere delle meraviglie” in cui facevano bella mostra piccoli quadri – si ammirano quelli di Gerard ter Borch, Gerard Dou, Jacob van Ruisdael - e oggetti preziosi o bizzarri, capaci di creare una sorta di microcosmo del sapere. Dai pittori olandesi e dai cosiddetti Bamboccianti si passa quindi alla pittura tedesca dell’età moderna che affonda le sue radici nel rinascimento di Lucas Cranach e che in seguito si è espressa mediante i lavori di Joachim von Sandrart e Jan Liss, interpreti del Barocco italiano.

Tra i capolavori collezionati dagli esponenti della dinastia degli Asburgo spiccano poi eccezionali ritratti, accanto a opere di Giuseppe Arcimboldo, David Teniers il Giovane e Diego Velázquez, senza dimenticare le opere d’arte italiana sulle quali si orientarono in particolare le scelte l’arciduca Leopoldo Guglielmo. Nelle sale si espongono quindi dipinti di Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci e Giovanni Battista Moroni, nonché l’Incoronazione di spine di Caravaggio, uno degli highlight indiscutibili della mostra. 

Arricchisce il progetto espositivo un public program di conferenze che illustreranno le tante sfaccettature del collezionismo di matrice asburgica.

Marta Santacatterina