A Milano va in scena un’antologica su Giovanni Gastel
GIOVANNI GASTEL. REWIND
A cinque anni dalla scomparsa, Milano rende omaggio a uno dei suoi fotografi più raffinati grazie a una mostra allestita al secondo piano di Palazzo Citterio. Più di 250 fotografie di Giovanni Gastel, affiancate da oggetti quali le sue fotocamere, i ricordi del suo atelier, le riviste e le pubblicazioni che documentano il suo animo fortemente poetico, l’esposizione ripercorre la sua intera parabola artistica e mette in luce quello stile che si è sempre distinto per una visione unica, filtrata dall’interiorità e pertanto ben riconoscibile. “È stato Giovanni stesso – racconta il curatore Uberto Frigerio – a guidarci in tutta la mostra. La ricerca del materiale tra testi e appunti privati è stata condotta con l’intento che fossero le sue parole a raccontare ogni frammento della sua vita, come capitoli emotivi. Ogni sezione nasce infatti dal suo pensiero, dalla sua voce interiore perché nessuno più di Giovanni sapeva trasformare la memoria in immagine e l’immagine in racconto”.
Nato nel 1955 in un ambiente aristocratico milanese, Gastel compì una prima formazione creativa recitando in una compagnia sperimentale, senz’altro influenzato dallo zio Luchino Visconti; a soli sedici anni pubblicò inoltre la sua prima raccolta di poesie. L’esordio con la macchina fotografica risale al 1972 e negli anni immediatamente successivi scattò degli still life per la casa d’aste Christie’s e si occupò dell’identità visiva di varie aziende italiane. Nel corso della sua carriera Gastel collaborò con più di 50 testate italiane e internazionali e pubblicò circa 170 copertine, senza dimenticare le centinaia di campagne fotografiche e cataloghi per le maison di moda e le grandi firme del beauty, dei gioielli e del design. Se fino a tutti gli anni Ottanta privilegiò l’uso del banco ottico e delle lastre Polaroid, nel decennio successivo fu tra i primi ad aprirsi alle tecnologie digitali, intuendone le nuove potenzialità.
Negli spazi di Palazzo Citterio è stato quindi allestito un percorso che prende il via dalle prime copertine di moda del 1977 e prosegue con l’esposizione degli still life più innovativi di Giovanni Gastel, per poi presentare una selezione di Polaroid e di fondi oro. Grande spazio – anche con stampe di grandi dimensioni – è dato alle campagne che hanno segnato la storia della moda, nonché ai ritratti di figure iconiche ritratte dal fotografo e con le quali, molto spesso, egli riusciva a instaurare un rapporto di profonda umanità ed empatia. “Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”, dichiarò infatti Gastel.
Angelo Crespi, Direttore generale della Pinacoteca di Brera, ha commentato: “Il suo talento gli permise di creare un mondo che oggi appare esorbitante e immaginifico. Sono convinto che l’obiettivo della Grande Brera sia di essere il centro di una città in cui buon gusto, forma e misura, bellezza e senso sono i valori fondanti; e Gastel ha esaltato al massimo grado lo stile di Milano, allo stesso tempo rigoroso e audace”.
Marta Santacatterina

