Victor Man al Museo Novecento di Firenze
Al piano terra delle Ex Leopoldine in piazza Santa Maria Novella, Museo Novecento di Firenze ospita, fino al 7 marzo 2027, venticinque dipinti dell’artista contemporaneo Victor Man, tutti eseguiti tra il 2008 e il 2026. Maternità, natura morta, ritratto e autoritratto sono i temi centrali della mostra curata da Sergio Risaliti, promossa dal Comune di Firenze e realizzata con il supporto di Galerie Max Hetzler e David Zwirner Gallery.
Victor Man, classe 1974, vive e lavora in tutta Europa. La sua pittura evocativa e verdastra, caratterizzata da una luminosità tenebrosa, esplora in profondità l’animo umano, in cui zone d’ombra e di malinconia sembrano convivere con una certa bellezza e innocenza. Dalla celebrazione della vita all’ossessione per la morte, le opere dell’artista, pur caratterizzate da soggetti apparentemente lineari, non mancano di riferimenti alla storia dell’arte e contribuiscono a suscitare negli occhi dell’osservatore un vago senso di mistero e a creare una distanza ideale tra l’opera e chi la osserva. A completamento del percorso espositivo, l’artista ha infine voluto esporre un disegno realizzato da sua figlia nel 2022, che invita il visitatore a riflettere sull’infanzia come stagione originaria della creatività.
Victor Man in mostra, tre opere avvolgono l’osservatore nel mistero
In Maternity (Curve delle Anime), una giovane madre dallo sguardo vitreo e spettrale allatta un bambino intento a giocare con la sua collana. Alle sue spalle, una figura maschile emerge dall’oscurità osservando la scena con occhi impenetrabili. Le sue mani scheletriche accentuano l’ambiguità della sua presenza, sospesa tra una possibile connotazione maligna e una dimensione ultraterrena. Anche la figura materna sfugge a un’interpretazione univoca: il suo sguardo enigmatico non consente di definirne la natura morale, lasciando aperta la possibilità che sia una presenza benevola o “aliena”. In Noapte transfigurata, anch’essa dominata da una tavolozza di toni freddi e lunari, un nudo maschile ritratto di spalle sorregge tra le braccia un’altra cadaverica figura umana, abbandonata contro il suo corpo. Insieme sembrano dirigersi verso un orizzonte oscuro e indefinito, che accentua il senso di sospensione della scena. In questo paesaggio desolato, l’unico elemento capace di evocare una possibilità di salvezza sembra essere quel piccolo fiore bianco che spunta dal terreno, interpretabile come simbolo di speranza e di rinascita. Si apre così una riflessione sul confine tra la fine e la possibilità di una nuova esistenza: e se la morte non fosse soltanto una conclusione, ma una forma di permanenza, capace di farsi memoria e, attraverso di essa, racconto? Infine, in Maiden with Skull, olio su tela proveniente dalla Nixon Collection, è raffigurata un’elegante figura femminile nuda, dai capelli ricci e dalla pelle morbida, avvolta in un’atmosfera di intimità e mistero. La donna tiene nella mano sinistra uno specchio, al cui interno si riflette l’immagine di un teschio, mentre con la destra si accarezza delicatamente i capelli. Lo sguardo abbassato e il corpo coperto fino al ventre contribuiscono a conferire alla figura una presenza enigmatica, sospesa tra sensualità e meditazione. Il teschio riflesso nello specchio sembra richiamare il tema della vanitas e allude alla caducità della bellezza e all’inesorabile scorrere del tempo.
Giorni, orari di apertura e altre attività in occasione di “Victor Man”
La mostra “Victor Man” al Museo Novecento è visitabile tutti i giorni, tranne il giovedì, dalle ore 11:00 alle 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Fondazione MUS.E propone, per l’occasione, visite guidate alla mostra rivolte al pubblico giovane e adulto (tutti i sabati, ore 15:00) e attività laboratoriali per le famiglie, dedicate ai bambini dai 6 ai 12 anni e ai loro accompagnatori (tutti i sabati, ore 16:30). La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 055.0541450 oppure scrivendo a info@musefirenze.it. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale del museo.
Ginevra Poli

