Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Antonio da Padova

Sant’Antonio, al secolo Fernando Bullone, nacque a Lisbona nel 1195. Prese i voti nell’ordine dei canonici agostiniani di Coimbra, dove svolse studi di teologia. La sua vicenda si intrecciò con quella della nascente comunità francescana di Assisi alla quale ben presto aderì. Nel 1220 si imbarcò alla volta dell’Africa, per seguire l’esempio di quei frati che si erano recati in missione in Marocco e vi avevano subito il martirio. Nel 1221 partecipò al capitolo generale dell’ordine francescano e ne divenne il più valente predicatore. Insegnante di teologia nelle università di Bologna, Tolosa e Montpellier, egli univa a una profonda cultura innate capacità oratorie. Le folle accorrevano per ascoltare le sue invettive veementi e accorate su temi scottanti per la società mercantile del Medioevo, quali l’avarizia e l’usura. Antonio visse gli ultimi anni della sua vita a Padova dove morì, a soli trentasei anni, nel 1231; un anno dopo fu canonizzato e venerato come santo patrono della città. L’agiografia di sant’Antonio è ricca di miracoli, guarigioni miracolose ed episodi di carità, da cui l’iconografia ha attinto nel corso dei secoli, privilegiando i racconti aneddotici ed esemplari: la predica ai pesci, il cuore dell’avaro, il miracolo dell’asino o quello del neonato. A volte il santo è raffigurato con Gesù Bambino in grembo, avvolto in un chiarore celeste, così come gli era apparso mentre era assorto in preghiera. Tonsurato e vestito dell’umile saio marrone, i suoi attributi più comuni sono il giglio, il Sacro cuore di Gesù, il libro o l’ostensorio.