Art e Dossier

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Numero 391

Mensile

Direttore: Philippe Daverio

Anno di fondazione: 1986

  • Editoriale

    • Volti e memoria al tempo dei social di Claudio Pescio
  • Art News

  • Save Italy

    • La fortezza non può più aspettare di Leonardo Piccinini
  • Camera con vista

    • Polański, anatomopatologo della natura umana di Luca Antoccia
  • Arte contemporanea

    • Oehlen a Lugano di Cristina Baldacci
  • Storie a strisce

    • La linea d’ombra di una generazione di Sergio Rossi
  • grandi mostre.1

    • Cattelan a Milano
      I fantasmi della cattedrale di Ludovico Pratesi
  • grandi mostre.2

    • La collezione di Italo Rota a Lucca
      Dentro l’esperienza urbana di Aldo Colonetti
  • La pagina nera

    • Una norma è in attesa; ma senza, sarà la resa di Fabio Isman
  • XXI secolo.1

    • Mary Ellen Mark
      Libera di non giudicare di Francesca Orsi
  • XXI secolo.2

    • Hans Ruedi Giger
      Visioni da incubo di Damiano Fantuz
  • grandi mostre.3

    • Chaïm Soutine e Willem de Kooning a Parigi
      Conversazione postuma di Valeria Caldelli
  • musei da conoscere.1

    • La casa-museo di James Ensor a Ostenda
      Il rifugio di un geniale introverso di Claudio Pescio
  • grandi mostre.4

    • Ritratti del Rinascimento ad Amsterdam
      Non ti scordar di me di Claudio Pescio
  • L'oggetto misterioso

    • I miei occhi ti seguono di Gloria Fossi
  • grandi mostre.5

    • Venere a Mantova
      La dea si svela di Marta Santacatterina
  • Studi e riscoperte

    • Extraterrestri nell’arte antica
      Sole e Luna alla guida di navicelle spaziali? di Mauro Zanchi
  • musei da conoscere.2

    • Il Museo archeologico nazionale a Cividate Camuno
      La Valle dei segni riparte da qui di Stefano Luppi
  • Aste e mercato

    • aste e mercato di Daniele Liberanome
  • In tendenza

    • Soutine: per ricchissimi ma non solo di Daniele Liberanome
  • Cataloghi e libri

    • Dizionario delle religioni dell'Oceania; Dante a vernoa; Botticelli. Quadri della Divina Commedia; Michele Dantini, sulla delicatezza di Gloria Fossi
  • centomostre di Ilaria Rossi

 

Ensor

di Laura Fanti

James Ensor (Ostenda 1860-1949), figlio di un ingegnere inglese e di una negoziante fiamminga di Ostenda, comincia a interessarsi all’arte ancora molto giovane. Si iscrive all’Accademia di belle arti di Bruxelles ma non condivide il tradizionalismo dei colleghi. Lascia la capitale e torna nella città natale. Cerca sponde intellettuali nelle avanguardie del tempo, si ispira ai paesaggi della sua terra sul Mare del Nord, al simbolismo; ma soprattutto coltiva una corrisposta, profonda antipatia per i borghesi della sua città, idee anarchiche e un’invincibile tendenza a isolarsi. È attratto dalla vena grottesca di un suo grande conterraneo, Jheronimus Bosch, dal carnevale, dalle maschere e dal rifiuto della folla, vista come una minaccia. L’intera umanità gli fa orrore, e la raffigura spesso seguendo ossessivi schemi espressionisti. Recentemente Ostenda, come una sorta di risarcimento pacificatorio, ha trasformato la sua abitazione in museo.