Art e Dossier

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Numero 366

Mensile

Direttore: Philippe Daverio

Anno di fondazione: 1986

  • Art news

  • Finestre sull'arte

    • Il successo della raccolta di un fuoriclasse di Federico Giannini
  • Cortoon

    • Loïe de vivre di Luca Antoccia
  • Arte contemporanea

    • Biennale di Kaunas di Cristina Baldacci
  • Blow up

    • Pellegrin, Basilico, Newton di Giovanna Ferri
  • Dentro l'opera

    • Da uno all'infinito : dipingere il tempo con i numeri di Cristina Baldacci
  • XX secolo. 1

    • Jannis Kounellis
      Tra presenza e assenza di Ettore Janulardo
  • Grandi mostre.1

    • Alberto Burri a Venezia
      La trasformazione della materia di Bruno Corà
  • Grandi mostre.2

    • Keith Haring a Liverpool
      L'arte è per tutti di Costanza Rinaldi
  • Grandi mostre.3

    • Lygia Pape a Milano
      Abitare su versanti opposti di Francesco Stocchi
  • il Museo Immaginario

    • Rudolf Wacker. Il silenzo del lago di Alfredo Accatino
  • XX secolo. 2

    • Lee Miller
      Un angelo ribelle dietro l'obiettivo di Alba Romano Pace
  • Grandi mostre. 4

    • L'orientalismo nei pittori francesi dell'Ottocento a Parigi
      Il miraggio delle odalische di Valeria Caldelli
  • La pagina nera

    • Quel museo non è un orrore, ma non trova un direttore di Fabio Isman
  • Grandi mostre. 5

    • Andrea del Verrocchio a Firenze
      Fuori dall'ombra di Andrea De Marchi
  • Grandi mostre.6

    • Rinascimento visto da Sud a Matera
      Attraverso il mare nostrum di Marta Ragozzino
  • Luoghi da conoscere

    • Etiopia: da Aksum a Lalibela
      Le chiese nella rocccia di Sergio Rinaldi Tufi
  • Aste e mercato di Daniele Liberanome

  • In tendenza

    • Ingres, indiscusso ma impeccabile di Daniele Liberanome
  • Il gusto dell'arte

    • Tra l'entroterra e il mare di Ludovica Sebregondi
  • Cataloghi e libri di Gloria Fossi

  • Centomostre di Ilaria Rossi

 

Kounellis

di Ludovico Pratesi

Jannis Kounellis (Pireo 1936 - Roma 2017) si trasferisce dalla Grecia a Roma non ancora ventenne. Alla fine degli anni Sessanta lega il suo lavoro creativo e il suo nome all’Arte povera, con l’uso di materiali presi dalla quotidianità e un coinvolgimento del pubblico in allestimenti sempre più allusivi allo scontro fra vita reale e contesto socioeconomico. Le sue installazioni si concentrano sempre più sulla critica al sistema globale di produzione/fruizione dell’arte; si popolano di animali – vivi, macellati, imbalsamati –, di materiali come pietre, mattoni, ferro, carbone, legno. Partecipa alla Biennale di Venezia per la prima volta nel 1972. A partire dagli anni Ottanta realizzerà grandi installazioni in Messico, in Argentina, a Roma, a Firenze, a Palermo.