Art e Dossier

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Numero 371

Mensile

Direttore: Philippe Daverio

Anno di fondazione: 1986

  • Art News

  • Save Italy

    • Un monumento asservito al commercio di Leonardo Piccinini
  • Camera con vista

    • Ombre rosse a Lodz di Luca Antoccia
  • Arte contemporanea

    • Nuova luce sulla Pilotta di Cristina Baldacci
  • Storie a strisce

    • Il mondo secondo Altan di Sergio Rossi
  • Blow up

    • Cartier-Bresson, Maier, Bischof di Giovanna Ferri
  • Architettura per l'arte

    • Un museo in azione di Aldo Colonetti
  • Grandi mostre.1

    • Training Humans a Milano
      Prova a metteci la faccia di Marcella Vanzo
  • Grandi mostre.2

    • Betye Saar a New York
      La sciamana del riuso di Riccarda Mandrini
  • Grandi mostre.3

    • Blake a Londra
      Un ambizioso visionario di Costanza Rinaldi
  • Grandi mostre.4

    • Da Artemisia a Hackert a Caserta
      Vedute a confronto: l'antiquario e la reggia di Susanna Paparatti
  • Grandi mostre.5

    • Pieter de Hooch a Delft
      La casa, lo spazio e la luce
  • La pagina nera

    • Una mostra avvincente?In Italia non conta niente di Fabio Isman
  • Grandi mostre .6

    • Giulio Romano a Mantova
      Il corpo e i suoi piacere di Barbara Furlotti
  • Grandi mostre.7

    • Le celebrazioni di Raffaello per il quinto centenario della morte
      Le molte tappe di un omaggio al genio di Antonio Paolucci
  • Grandi mostre.8

    • La collezione Alana a Parigi
      Un tesoro disvelato di Valeria Caldelli
  • Studi e riscoperte

    • Declinazioni iconografiche di una "sorveglianza" ante litteram
      Occhio al cielo di Mauro Zanchi
  • Luoghi da conoscere

    • Magonza nella valle del Reno
      Un antico castrum di Sergio Rinaldi Tufi
  • Aste e mercato di Daniele Liberanome

  • In tendenza

    • Mercato spacciato per Hackert? di Daniele Liberanome
  • Cataloghi e libri di Gloria Fossi

  • L'oggetto misterioso

    • In fondo al mare...con un gatto e un gallo di Gloria Fossi
  • Centomostre di Ilaria Rossi

 

Blake

di Renato Barilli

La parola d’ordine, nella produzione e nel pensiero di William Blake (Londra 1757-1827), è “immaginazione”. Attorno a questo concetto costruisce la sua fama di poeta e pittore, e anche di stravagante, mistico cultore della Bibbia come dell’assoluta libertà creativa. Un artista fuori dal coro; vicino, certo, alla sensibilità romantica, ma alla perenne ricerca di quelle che lui stesso definisce “le porte della percezione”, con una definizione la cui fortuna arriverà fino alle esperienze con gli allucinogeni di Huxley e a quelle di un’intera generazione di rocker. Coltiva la sua arte visionaria da autodidatta; insofferente a ogni accademia aderisce a ogni movimento di ribellione: una figura divisiva e affascinante. Lo celebra in questi mesi un’importante mostra alla Tate Britain di Londra.