Art e Dossier

Numero 369

Mensile

Direttore: Philippe Daverio

Anno di fondazione: 1986

  • Art news

  • Save Italy

    • Buonsenso e priorità? No, grazie di Leonardo Piccinini
  • Camera con vista

    • Blow up, l'avventura dello sguardo di Luca Antoccia
  • Arte contemporanea

    • Club to Club a Torino di Cristina Baldacci
  • Storie a strisce

    • Il fumetto riscopre i classici di Sergio Rossi
  • Blow up

    • Man Ray, LaChapelle, Niedermair di Giovanna Ferri
  • XXI Secolo

    • Intervista a Cesare Viel, performer
      La dimensione dell'imprendibile di Marcella Vanzo
  • Architettura per l'arte

    • Un parallelepipedo che fa la differenza di Aldo Colonetti
  • Grandi mostre.1

    • Eve Arnold ad Abano Terme
      Voglio essere una dilettante nel cuore di Marco Minuz
  • Grandi mostre.2

    • Peggy Guggenheim a Venezia
      L'ultima dogaressa di Sileno Salvagnini
  • Grandi mostre.3

    • De Chirico a Milano
      Le radici del mito moderno di Maurizia Tazartes
  • Studi e riscoperte.1

    • Passato e futuro dei libri animati
      Sorprese mobili di Antonella Sbrilli
  • Grandi mostre.4

    • Giovanni telemaco Signorini a Firenze
      La macchia della modernità di Silvio Balloni
  • studi e riscoperte.2

    • Il Teschio con sigaretta di Vincent van Gogh
      Tra satira e vanità di Alessio Costarelli
  • La pagina nera

    • Una villa acciaccata dalla gloria ormai passata di Fabio Isman
  • Studi e riscoperte.3

    • Pareidolia e nuvole
      Sculture nuvolose di Mauro Zanchi
  • Grandi mostre.5

    • Tessuti ebraici a Firenze
      I colori dell'Italia ebraica di Dora Liscia Bemporad
  • Aste e mercato di Daniele Liberanome

  • In tendenza

    • Altalenante il periodo più tardo di Ernst di Daniele Liberanome
  • Cataloghi e libri di Gloria Fossi

  • L'oggetto misterioso

    • Quando Satana era nero di Gloria Fossi
  • Centomostre di Ilaria Rossi

 

Arcimboldo

di Mauro Zanchi

A trentadue anni dalla pubblicazione del primo dossier Arcimboldi (ormai esauritissimo) abbiamo deciso di dedicare all’artista lombardo un dossier totalmente nuovo. Giuseppe Arcimboldo, detto Arcimboldi (Milano 1526-1593), colto rampollo di una famiglia aristocratica, lavora ai cartoni per le vetrate del duomo della sua città natale, poi a un affresco nel duomo di Monza e inizia a interessarsi di soggetti rari e bizzarri. Nel 1562 è chiamato a Vienna, dove lavora per il futuro imperatore Massimiliano I d’Asburgo, e poi a Praga, col suo successore Rodolfo II, cultore di alchimia e appassionato collezionista. Tra le poche opere di Arcimboldi giunte fino a noi spiccano le celeberrime “teste composte”, volti e ritratti allegorici costituiti da accostamenti di elementi vegetali, oggettuali, animali. Fu anche regista e organizzatore di apparati per feste e spettacoli. La sua cultura parte dall’immaginario mostruoso del Medioevo e dalle teste caricaturali di Leonardo, repertorio che trasferisce nel pieno del gusto manieristico europeo del Cinquecento.