Art e Dossier

Numero 363

Mensile

Direttore: Philippe Daverio

Anno di fondazione: 1986

  • Art news

  • Save Italy

    • All'asta un bene comune di Leonardo Piccinini
  • Camera con vista

    • Fukushima mon amour di Luca Antoccia
  • Arte contemporanea

    • Project Room di Cristina Baldacci
  • Blow up

    • Struth, L'Italia dei fotografi, Skoglund di Giovanna Ferri
  • Grandi mostre.1

    • David Hockney e Vincent van Gogh ad Amsterdam
      I maestri del colore di Paola Testoni de Beaufort
  • Grandi mostre.2

    • Futuruins a Venezia di Elisa Fulco
  • Architettura per l'arte

    • Come una scogliera sul fiume di Aldo Colonetti
  • Grandi mostre. 3

    • Vilhelm Hammershoi a Parigi
      La solitudine di un numero uno di Valeria Caldelli
  • Grandi mostre.4

    • Giovanni Boldini a Ferrara
      Pittore pret-à-porter di Vasilij Gusella
  • Studi e riscoperte.1

    • La maternità nella pittura di Mary Cassat
      Solo donna
  • Studi e riscoperte.2

    • La rappresentazione della sofferenza in Ribera
      Un teatro della crudeltà di Daniele Trucco
  • La pagina nera

    • Per le storiche dimore pochi aiuti: che squallore di Fabio Isman
  • Studi e riscoperte.3

    • Sofonisba Anguissola: il periodo siciliano
      Un'emigrata di rango di Maurizia Tazartes
  • Grandi mostre. 5

    • Leonardo disegnato da Hollar a Vinci
      Lo specchio del genio di Annalisa Perissa Torrini
  • Letture iconologiche

    • Alcuni cerchi in Paolo Uccello e Anish Kapoor
      Draghi, vernici magiche e buchi neri di Mauro Zanchi
  • Aste e mercato di Daniele Liberanome

  • In tendenza

    • Hockney da record di Daniele Liberanome
  • Cataloghi e libri di Gloria Fossi

  • L'oggetto misterioso

    • Sull'uscio l'occhio s'inganna di Gloria Fossi
  • Centomostre di Ilaria Rossi

 

Whistler

di Renato Barilli

James Abbot McNeill Whistler (Lowell, Mass., 1834 - Londra 1903) è figlio di un ingegnere, pioniere della costruzione di linee ferroviarie negli Stati Uniti che, su richiesta dello zar Nicola I, si trasferisce a San Pietroburgo nel 1842. È quindi in Russia che James, ancora bambino, si appassiona al disegno e alla pittura. Si trasferisce poi a Londra e poi di nuovo negli Stati Uniti. Nel 1855 lascia per sempre la sua patria e sceglie la bohème parigina. Entra nel mondo dei caffè, degli artisti e dei poeti. Il suo carattere difficile, i toni spavaldi, lo stile libero da accademismi e centrato sul colore gli attirano consensi e critiche; si lega a Courbet, Monet, Lautrec, a Oscar Wilde.  Sostiene un'arte che vive solo dei propri valori estetici, libera da intenti morali o pedagogici come dall'imitazione della natura. I suoi quadri sono come impressioni musicali, armonie cromatiche, improvvise esplosioni di luce.