Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Cosma e Damiano

Antichi martiri cristiani, sono ricordati come due fratelli gemelli. Entrambi medici, si prodigarono gratuitamente nell’assistenza dei malati. Al tempo di Diocleziano (284-305), vennero perseguitati per la loro fede: convocati dal procuratore Lisia insieme agli altri tre fratelli, si rifiutarono di sacrificare agli idoli pagani. Furono così condannati a morte. Dapprima vennero gettati in mare, poi spinti nel fuoco, e ancora crocifissi, lapidati, colpiti dalle frecce, ma furono sempre protetti dall’intervento divino. Infine vennero tutti e cinque decapitati a Ciro, nella Siria settentrionale. Un loro celebre miracolo fu l’amputazione della gamba incancrenita di un diacono che prestava servizio nella chiesa romana a loro intitolata, che sostituirono con quella di un moro appena morto: l’uomo al risveglio si ritrovò con una gamba nera e una bianca. Invocati come protettori contro le malattie e in particolare contro la peste, sono patroni di coloro che praticano la professione medica e della famiglia Medici di Firenze. Sono spesso raffigurati in dipinti votivi di ringraziamento dopo le pestilenze, a volte in compagnia di Rocco e Sebastiano. I loro attributi abituali sono i vasi per gli unguenti, gli strumenti chirurgici, il mortaio e il pestello per preparare i farmaci, le provette, la cassetta delle medicine, il bastone di Esculapio, dio greco della medicina. In epoca rinascimentale indossano la lunga toga rosso cupo dei professionisti, foderata o orlata di pelliccia, e un copricapo circolare anch’esso rosso.