Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Giuseppe d’Arimatea

La figura di Giuseppe d’Arimatea è presente in tutti e quattro i Vangeli, ma sul personaggio fiorirono ben presto delle leggende e a lui è dedicato il Vangelo apocrifo di Nicodemo. Poiché si narra che raccolse il sangue di Cristo nel Santo Graal, gli viene assegnato un ruolo importante in questa leggendaria vicenda. Fu protagonista di numerosi miracoli e contribuì a evangelizzare l’Inghilterra. Giuseppe, originario di Arimatea, una città a circa trentacinque chilometri da Gerusalemme, era un uomo ricco, diventato in segreto un discepolo di Gesù. Faceva parte del tribunale ebraico, ma non aveva approvato la decisione degli altri consiglieri di condannare Gesù a morte. Dopo la crocifissione chiese e ottenne da Pilato il corpo di Cristo; lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba nuova scavata nella roccia, che secondo Matteo aveva fatto preparare per sé. Giuseppe compare nelle scene della Deposizione dalla croce, in cima a una scala nell’atto di calare il corpo di Cristo; nel Compianto sul Cristo morto, nel Trasporto di Cristo morto e nella Deposizione nel sepolcro, dove sorregge il corpo di Cristo tendendo un lembo del lenzuolo, talvolta insieme a Nicodemo e a san Giovanni evangelista. Generalmente è vestito elegantemente e abitualmente sostiene la parte superiore del corpo di Cristo. Suoi specifici attributi possono essere il sudario, la corona di spine e i chiodi.