Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Rosa

Nell’iconografia artistica, Rosa viene rappresentata come una giovane francescana terziaria, con un ramoscello di rose in mano (che allude, naturalmente, al suo nome) e un’ampollina di vetro. Nata a Viterbo, intorno al 1234, da una famiglia benestante, a 17 anni decise di entrare nell’ordine delle terziarie francescane, dopo aver avuto una visione in seguito ad una grave malattia. In questo periodo fece diversi pellegrinaggi, percorrendo la città di Viterbo con una piccola croce o un’immagine sacra e pregando ed esortando tutti all’amore di Cristo, di Maria e alla fedeltà verso la Chiesa. La città, occupata nel 1240 da Federico II imperatore, era comandata dai Ghibellini, fedeli all’imperatore e nemici del Papa. Rosa, pertanto, iniziò una sorta di campagna politica e cattolica contro l’imperatore e venne esiliata per un breve periodo, insieme alla famiglia, a Soriano del Cimino. La tradizione viterbese vuole che Rosa si desse da fare per rifornire di pietre i suoi concittadini che dall'alto delle mura lottavano contro l'invasore, Federico II, e che per questo venne colpita braccio sinistro da una freccia, che lei stessa estrasse strappandola con la bocca. il suo corpo è stato ritrovato intatto In realtà, Rosa, in seguito alla morte di Federico II (nel 1250) e al rinnovato passaggio di Viterbo al dominio della Chiesa, riuscì a tornare in patria. Morì il 6 giugno probabilmente del 1251 (altri ritengono nel 1252), in circostanze misteriose, e fu sepolta senza cassa, nella nuda terra, presso la chiesa di Santa Maria in Poggio. Nel novembre 1252 papa Innocenzo IV promosse il primo processo canonico che, probabilmente non cominciò mai, mentre nel 1257 papa Alessandro IV ne ordinò la traslazione nel monastero delle Clarisse. La fama di santità di Rosa crebbe sempre di più fino a quando Callisto III, nel 1457, decise un nuovo processo di canonizazzione, che venne regolarmente svolto anche se interrotto dalla morte del Papa stesso.