Art e Dossier

All’M9 – Museo del ‘900 si torna a “fare filò”

categoria: Eventi
29 July – 28 August 2026

FILÒ. VOCI DAL NOVECENTO

Mestre
M9 – Museo del ‘900

Nei tempi antichi, in Veneto, “fare filò” voleva dire riunirsi nelle stalle nei mesi invernali, o nei cortili nella bella stagione, per filare la lana e raccontare storie. A questa tradizione popolare, che rafforzava il senso di comunità e consentiva di tramandare la memoria e la sua narrazione, si ispira l’M9 Museo del ‘900 di Mestre che nel mese clou dell’estate si trasforma in uno dei rifugi climatici del comune di Venezia. 

Oltre a dare sollievo dalle temperature torride e dalla solitudine che spesso colpisce chi rimane forzatamente in città in agosto, questo filò contemporaneo propone iniziative rivolte a tutti, ma con un occhio di riguardo per gli anziani: tre volte a settimana, infatti, tra le 16.30 alle 17.30 il Museo accoglierà gratuitamente la comunità di Mestre e i visitatoriinvitandoli a riunirsi nel foyer di M9 per raccontareattraverso la mediazione dello staff del Museo, ricordi personali e collettiviSi possono quindi narrare aneddoti di vita quotidiana o memorie personali relative ai grandi eventi storici, o ancora delle suggestioni evocate dalla canzone del cuore, dal film appena visto, da un libro che ha segnato un'epoca. Il museo raccoglierà le testimonianze che confluiranno in un progetto multimediale condiviso sui suoi canali social.

Il progetto si pone in continuità con la mission dell’innovativa istituzione culturale che si pone come luogo dedicato allo svelamento della storia materiale del Novecento in Italia, mostrandone le ambizioni, le sfide e le conquiste, le minacce e le opportunità che hanno segnato la storia del PaeseneXX secolo. “Con Filò. Voci dal Novecento vogliamo restituire valore alla preziosa narrazione orale delle persone – afferma infatti Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900 – mettendoci in ascolto di chi il Novecento lo ha abitato e vissuto in prima persona, trasformando i loro ricordi individuali in patrimonio collettivo”.

Marta Santacatterina