Art e Dossier

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Numero 362

Mensile

Direttore: Philippe Daverio

Anno di fondazione: 1986

  • Art news

  • Finestre sull'arte

    • Sacro teatro policromo by Federico Giannini
  • Cortoon

    • Quartetti d'orchi: Priit Parn by Luca Antoccia
  • Arte contemporanea

    • Biennale del Québec by Cristina Baldacci
  • Blow up

    • Carmi, McCurry, Soggetto nomade by Giovanna Ferri
  • Dentro l'opera

    • L'arte è un gioco "pericoloso" by Cristina Baldacci
  • Storie a strisce

    • Il fumettista di Rebibbia by Sergio Rossi
  • XX Secolo

    • La finestra nelle avanguardie del primo Novecento
      Un quadro nel quadro by Roberto Middione
  • Grandi mostre.1

    • Il giovane Pablo Picasso a Riehen/Basilea
      L'alba di un genio condensata nel colore by Melisa Garzonio
  • il Museo Immaginario

    • Marcelo Pogolotti: italiano, cubano, cieco, sconosciuto in Italia by Alfredo Accatino
  • Grandi mostre.2

    • Pierre Bonnard a Londra
      Inafferrabile pittore dell'intimità by Valeria Caldelli
  • Grandi mostre.3

    • Arte occidentale e kimono a Gorizia
      La forma resta, la superficie cambia by Raffaella Sgubin
  • Studi e riscoperte.1

    • L'oreficeria prodotta dalla famiglia Musy
      Le gioie del re by Daniela Brignone
  • Grandi mostre.4

    • Antoon van Dyck a Torino
      Vesto dunque sono by Massimiliano Caretto
  • La pagina nera

    • E lo Stato un po' fesso distrugge se stesso by Fabio Isman
  • Grandi mostre. 5

    • Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2 a Rancate
      Un temporaneo ritorno a casa by Jacopo Stoppa
  • Studi e riscoperte.2

    • Astrazione ante litteram tra Quattrocento e Seicento
      Involontarie suggestioni visionarie by Mauro Zanchi
  • Aste e mercato by Daniele Liberanome

  • In tendenza

    • La Nuova oggettività non avanza by Daniele Liberanome
  • Il gusto dell'arte

    • Il contrasto del grande Nord by Ludovica Sebregondi
  • Cataloghi e libri by Gloria Fossi

  • Centomostre

    • 100 mostre by Ilaria Rossi
 

Grosz

di Antonello Negri

L'immagine cupa della Germania anni Venti deriva in gran parte dal lavoro del berlinese George Grosz (1893-1959). Pittore, disegnatore e insegnante si forma negli anni Dieci del Novecento secondo i modelli, allora in voga, di matrice futurista e cubista. Aderisce poi allespressionismo che si diffonde in Germania in seguito al disastro della prima guerra mondiale. Le sue opere presentano uno stile duro, violento, con figure rigide e scomposte come burattini, le sue ambientazioni urbane sono popolate di relitti umani e tronfi uomini di potere, ogni sua opera manifesta una critica senza remissione della società del suo tempo. Con gli anni Trenta e lavvento al potere del regime nazista la sua opera è classificata tra le manifestazioni artistiche ritenute “degenerate” e nel 1933 Grosz si rifugia negli Stati Uniti, per rientrare a Berlino solo nel 1958.