Art e Dossier

Casa dei Tre Oci: in mostra Joseph Kosuth

categoria: Grandi Mostre
28 March – 22 November 2026

The-Exchange-Value-of-Language-Has-Fallen-to-Zero

Venezia
Casa dei Tre Oci

"Il valore di scambio del linguaggio è sceso a zero": il titolo è già una diagnosi prima ancora che un manifesto artistico. A sessant'anni dalle prime Investigations, Joseph Kosuth misura la propria genealogia concettuale contro un presente in cui le parole circolano in sovrabbondanza e senza referente. La sintassi marxiana – valore di scambio, non valore d'uso – inserisce la questione dentro un'economia: il linguaggio come merce svalutata.

La Casa dei Tre Oci sulla Giudecca, palazzo neogotico del 1913 fuori dall'asse Giardini-Arsenale, ospita la mostra a cura di Mario Codognato e Adriana Rispoli per Berggruen Arts & Culture: il ritorno di Kosuth in una città che ha abitato dal 2021 al 2025 e dove ha firmato due installazioni permanenti, alla Querini Stampalia e a Ca' Foscari. All'ingresso, A Chain of Resemblance (2026) appare in neon bianco caldo direttamente sul muro: un brano da Le parole e le cose di Foucault si offre come pellicola luminosa, leggibile e già rovesciata dal contesto.

La resa è caratteristica di Kosuth: il neon trasforma la parola in materia luminosa, ma la fissità del segno cede subito alla sua circostanza – al pubblico che passa, alla parete che lo ospita, alla luce ambientale che lo concorrenza. Il senso si produce dove la pagina cede al muro.

Il primo piano ricuce il filo originario. One and Three Mirrors (1965), accanto a The Fifth Investigation (1969), a Text/Context (1978-1979) e a una riedizione del poster Where Are You Standing? (1976) — esposto in Biennale dal collettivo International Local con Sarah Charlesworth e Anthony McCall —, costruisce una piccola archeologia delle posizioni di Kosuth sull'autorialità. Il messaggio resta doppiamente filosofico, wittgensteiniano e foucaultiano: il significato risiede nell'uso e nel discorso che lo seleziona, lo spettatore è parte costitutiva dell'opera, lo specchio è insieme oggetto, immagine e dispositivo testuale.

L'operazione critica si gioca sulla tenuta della tesi a mezzo secolo di distanza. The Seventh Investigation, manifesto del 1970, sarà reinstallato in uno spazio pubblico della città: gesto che rinnova l'idea di un'opera concettuale come notazione esterna alla galleria, e che oggi entra in concorrenza con un paesaggio urbano saturo di scritte commerciali. Proprio in questa concorrenza il titolo della mostra trova la sua puntualità: se il linguaggio è sceso a zero, l'arte concettuale non lo riscatta — lo registra, e nel registrarlo si dichiara ancora utile.

Lucia Antista