Art e Dossier

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Design Week-end: anteprima a Pietrasanta

categoria: Eventi

Il design approda in Versilia tra le Alpi Apuane e il mare, precisamente a Pietrasanta in provincia di Lucca. Suggestivo borgo con un centro storico di origine medievale, Pietrasanta fu denominata la Piccola Atene per il suo antico rapporto con l’arte da quando nel XV secolo Michelangelo vi soggiornò per la scelta e l’acquisto dei marmi, provenienti dalle vicine cave, destinati alla facciata della chiesa di San Lorenzo a Firenze. Amata da Giosuè Carducci (nato a Valdicastello, frazione di Pietrasanta), è stata meta e luogo d’elezione per Igor Mitoraj, Fernando Botero, Pietro Cascella, Arnaldo Pomodoro (solo per citarne alcuni) come dimostrano le opere realizzate dagli stessi artisti, disseminate per le vie o in alcuni luoghi-simbolo della storica cittadina versiliese.
Qui abbiamo incontrato Paola Silva Coronel, architetto e docente del Politecnico di Milano, ideatrice con il suo Studio di Design Week-end, al suo esordio quest’anno a Courmayer (dal 6 al 9 febbraio) e successivamente a Pietrasanta dove dal 9 all’11 ottobre si è svolta l’anteprima dell‘evento che avrà luogo in modo completo a settembre 2021. Un’anteprima che con il sostegno imprescindibile del Comune ha coinvolto spazi prestigiosi come la Fondazione Centro arti visive Pietrasanta, dove è stata allestita la mostra Design Locicon oggetti iconici del design; il Musa - Museo virtuale della scultura e dell’architettura che ha ospitato la conferenza stampa e l’installazione The Voice of the Glacierdell’artista contemporanea valdostana Caterina Gobbi, in onore della prima edizione della kermesse a Courmayeur; il chiostro di Sant’Agostino, sede quest’anno della quarta edizione di Libropolis, festival dell’editoria e del giornalismo, con cui Design Week-end ha creato una proficua sinergia. Offrendo illuminzione e sedute per arricchire il già scenografico chiostro, ha ricevuto in cambio la possibilità di organizzare sabato 10 ottobre nell’ambito del festival un racconto intorno al tema “Scrivere l’architettura” alla presenza di famosi architetti e progettisti quali Alfonso Femia, Aldo Parisotto e Massimo Roj moderati da Giorgio Tartarro, volto Rai e giornalista del settore. 


Com’è nata Design Week-end?
È nata venti anni fa a Courmayeur con una gara di sci rivolta ad architetti e designer. Questa gara ha sempre avuto la caratteristica di coinvolgere i brand del design per ottenre i premi. Tutte le aziende coinvolte ci hanno sempre offerto prodotti bellisssimi che avrebbero potuto essere protagonisti di una esposizione dedicata al design. Così per festeggiare il nostro ventennale abbiamo deciso di realizzare a febbraio 2020 Design Week-end appunto, in perfetta combinazione con la bellezza del luogo e gli attori locali. Un evento che ha previsto non solo una mostra diffusa di oggetti di design ma anche una conferenza con un famoso architetto come Michele De Lucchi – che dalla vetta del Monte Bianco ha trascinato i numerosi spettatori in un universo visionario e immaginifico –, e la partecipazione di giovani designer.
Design Week-end è un format che sta riscuotendo successo e che sta piacendo molto per due motivi: 1) è un evento di qualità e non di quantità. Al di là del Covid che comunque è arrivato dopo l’edizione a Courmayer, l’idea non era arrivare ai grandi numeri delle Design Week milanesi ma di avere un gruppo selezionato di designer, architetti, aziende che dialogassero tra loro per creare relazioni stabili nel tempo; 2) è un evento che prevedendo il viaggio per raggiungere ogni volta un Comune diverso suscita curiosità, apertura mentale, disponibilità a scoprire e a conoscere altri luoghi e altre persone.
È un appuntamento dove cultura, paesaggio e comunicazione sono fondamentali e dove il piacere di condividere, di stare insieme in virtù di un progetto comune è il fattore prioritario. 
Quando si stava concretizzando Piestrasanta e mi hanno spiegato cos’era la Fondazione Centro arti visive Pietrasanta, ex monastero, residenza per artisti, ho pensato che le persone invitate per questa occasione dovevano pernottare qui. Per l’anteprima, utile per conoscere il contesto, per fare una sorta di  “brainstorming”, come lo ha definito Cesare Chichi, architetto e presidente del Comitato tecnico scientifico di Design Week-end, sono state invitate una trentina di aziende presenti con i loro amministratori delegati e/o con personale dell’area Marketing e Communication Manager.

Quali gli ingredienti principali su cui si fonda Design week-end?
Design, cultura e paesaggio. Il design ha nel suo dna una forte componente commerciale naturalmente. Cioè stiamo in piedi se il commercio si riattiva però questa attenzione all’aspetto commerciale può essere fatta, come cerchiamo di fare noi, con sensibilità e cultura.
Ci piacerebbe creare poi dei gemellaggi. In questa anteprima a Pietrasanta al Musa, Courmayeur ha partecipato grazie all’installazione sonora, accompagnata da un video, di Caterina Gobbo per raccontare il ghiacciaio del Monte Bianco. A febbraio 2021 ci piacerebbe portare artisti di Pietrasanta a Courmayeur (per la seconda edizione). Probabilmente poi abbiamo già un altro Comune pronto a ospitare Design Week-end: Ostuni (Brindisi). E la lista non finisce qui. Abbiamo richieste anche da parte di altri Comuni.


Come vengono selezionati i Comuni?
I Comuni devono essere piccoli o comunque devono avere un centro storico circoscritto. Inoltre è necessario che abbiano interesse verso la cultura, il paesaggio, le specificità locali e che abbiano cose da raccontare. Prioritaria la disponibilità delle municipalità a partecipare all’organizzazione, dando spazi e possibilmente contributi economici.

Per quanto riguarda i temi invece quali sono i criteri di scelta? Nella prima edizione di Courmayeur il tema è stato lo smart working.
Sono anche Global Consultant per la 3M mondo. E questo mi porta da anni a lavorare anche in remoto perché una persona è in Giappone, l’altra in Polonia, un’altra in Minnesota ecc. Così ho pensato che poteva essere un argomento da esplorare, senza immaginare quello che poi sarebbe successo con il Covid (anche se ora più che lavoro agile è diventato un lavoro costretto). Tema della prossima Design Week-end a Courmayeur sarà i punti di vista.

Sono temi che partono da un contesto, che riguardano il nostro tessuto sociale, culturale, economico. Come leghi questi temi al design?
Questa è stata la grande lezione che ho appreso da Michele De Lucchi con cui ho inziato a lavorare, e con cui ho lavorato tanti anni in Università. De Lucchi mi ha insegnato che prima di fare una cosa devi capire in quale contesto ti muovi, in che contesto realizzi un’idea, un progetto, in che contesto fai e perché lo fai. Quindi questo è il mio background concettuale. Anche al Politecnico, la prima esercitazione che faccio fare ai miei studenti è dargli un video in cui devono dare la loro visione della società contemporanea. Perché tu non puoi produrre qualcosa se non hai capito chi è il tuo committente e se non hai capito il momento storico in cui stai operando. Questa è la parte che in fondo mi diverte di più, che mi coinvolge maggiormente a livello cerebrale e creativo perché tra l’altro può offrire un terreno fertile, che stimola l’immaginazione di chi poi fa parte del progetto, che lascia aperte delle possibilità. 

Il format di Design week-end è fisso oppure può cambiare?
Ci sono tre ingredienti fondamentali: conferenze, esposizioni e momenti conviviali. Da qui ci possono essere variazioni perché ogni luogo può suggerire cose, iniziative diverse.
Cerchiamo comunque sempre di cogliere le esigenze degli architetti, delle municipalità e di legarli insieme in modo che poi ognuno abbia un suo ritorno.


Qual è l’organizzazione di Design Week-end?
Ci sono io come Studio Coronel, con il mio staff, e poi ci sono una serie di professionisti che aiutano nella definizione del tema, nel coinvolgimento degli speakers, c’è Cesare Chichi che ha uno studio di progettazione, Giorgio Tartaro, giornalista che segue tutto il modo del design, Antonella Minetto che è nel board dell’Adi Design Museum Compasso d’oro di Milano. Poi ci sono le munacipalità che sono un grande partner, oltre naturalmente alle aziende di volta in volta coinvolte. Il punto centrale è fare squadra per trovare delle idee attuabili in cui ciascuno può giocare la propria parte anche da un punto di vista economico. L’unico modo, al momento, per andare avanti, visto che nessuno ha grandi cifre da investire.

Giovanna Ferri