A Faenza vanno in scena le opere di Giorgia Severi ispirate alla Romagna
Inaugura il 23 maggio 2026 il I Atto di Losing Cultural Landscapes, la mostra personale di Giorgia Severi, curata da Giovanni Gardini nella Project Room del MIC, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Le opere esposte appartengono a Ghost Landscapes, il macro-progetto sviluppato dall’artista e agricoltrice ravennate a partire dal 2016 e ispirato alla sua terra d’origine, la Romagna. A interessare Severi fin dall’inizio è l’ecosistema di architetture rurali e presenze agresti che hanno definito l’identità di un paesaggio sempre più in balia delle trasformazioni climatiche, antropiche e culturali. Combinando pittura a frottage, fotografia, video e scultura in ceramica, l’artista ha dato vita a un archivio di rimandi a luoghi e tradizioni capaci di sopravvivere ai rapidi movimenti del presente e di stabilire un legame fra epoche solo apparentemente lontane.
Antropologia, storia e scienza convivono nella pratica di Severi e in opere che assumono una valenza non solo naturalistica, ma anche politica. Concluso il I Atto, dal 4 al 6 settembre prossimi, in concomitanza con Argillà-Italia – l’evento faentino dedicato alla ceramica artistica e artigianale internazionale ‒, debutterà il II Atto del progetto, caratterizzato da una serie di sculture in ceramica che traggono spunto dagli alberi di pino, tipici del territorio cervese in cui l’artista affonda le proprie radici.
Arianna Testino

