Giardini come paradisi artistici: al via la decima edizione di Biennale Gherdëina
Biennale Gherdëina. (Future) Paradise Gardens
La Biennale Gherdëina di Ortisei giunge alla decima edizione e, grazie alla curatela di Samuel Leuenberger, si pone l’obiettivo di esplorare il tema del giardino quale luogo di cura e coltivazione, spazio di sopravvivenza e di amore, capace di creare delle possibilità per un futuro più giusto. Il progetto iniziale si è evoluto nel tempo, aprendosi a nuove prospettive grazie alle quali gli artisti possono dialogare con immaginari più vasti, focalizzati sia sulle questioni proprie della natura sia sulla presenza umana nell’habitat naturale. Attorno ai capitoli di “Commoning” (vale a dire la condivisione dei beni comuni), “Amore divino e crescita”, “Il giardino violento”, “Ecologia queer”, “Il botanico” e “I giardini come spazi di riflessione e poesia”, i numerosi artisti convocati presentano opere – in gran parte dei casi commissionate per l’occasione – che restituiscono letture simboliche, metaforiche ed emotive del giardino inteso sia come spazio costruito sia come spazio conteso. Se per tutta la durata della Biennale i visitatori saranno invitati a confrontarsi con dei lavori contemporanei che rappresentano strumenti di esplorazione personale e riflessione sul nostro futuro socio-ecologico, nella giornata inaugurale del 30 maggio si svolgeranno visite guidate, interventi culinari, performance che si ispirano al folclore ed escursioni in montagna. Domenica 31 invece la biennale ospiterà il Vernissage for Kids.
“Le Dolomiti offrono un contesto affascinante, ricco di bellezze naturali, tradizioni artigianali e racconti senza tempo delle montagne: un setting ideale per esplorare il concetto di (Future) Paradise Gardens – dichiara il curatore Samuel Leuenberger. Questi giardini, in bilico tra la grandezza selvaggia della natura e la cultura antropizzata, fungono non solo da santuari per flora e fauna, ma anche come spazi che rispecchiano le nostre aspirazioni collettive per un futuro basato sulla giustizia e l'uguaglianza. In questo ambiente, i giardini possono fornire nutrimento sia al corpo che allo spirito, prestandosi quali luoghi di rifugio, possibilità e rinnovamento”.
Cruciali per ampliare l’impatto e la portata internazionale della Biennale Gherdëina sono le collaborazioni, come quella relativa a Dormancy di Jacopo Belloni, vincitore dell’edizione 2025 dell’Italian Council: si tratta di un progetto che coinvolge istituzioni come Halle Nord di Ginevra, Centre d’Art Contemporain Genève, Triangle-Astérides di Marsiglia, Galeria Municipal do Porto e GAMeC di Bergamo. Altre partnership sono in corso con Kaunas Biennial e con Museion – Museum of Modern and Contemporary Art Bolzano/Bozen (per le opere di Evelyn Taocheng Wang).
Al fine di celebrare i dieci anni della Biennale, fondata nel 2008 dall'attuale direttrice Doris Ghetta, sarà infine presentata una pubblicazione che ne ripercorre la storia e ne che ne illustra il suo ruolo di catalizzatore per l’innovazione artistica e il dialogo culturale nella regione.
Marta Santacatterina

