Art e Dossier

Una mostra al Labirinto della Masone celebra il Déco sfavillante di Erté

categoria: Grandi Mostre
28 March – 28 June 2026

ERTÉ. Lo stile è tutto

Fontanellato
Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci

Nel 1970 Erté era pressoché sconosciuto, ma lo sguardo acutissimo di Franco Maria Ricci ne percepì subito il valore e lo spinse ad acquistare alcune opere – oggi nella collezione del Labirinto della Masone – e a pubblicare la prima importante monografia in lingua italiana dedicata a colui che fu uno dei massimi esponenti dell’Art Déco nel mondo. 

L’artista, nato a San Pietroburgo con il nome Roman Petrovič Tyrtov, fin da giovanissimo si trasferì a Parigi, con il sogno di coltivare la sua creatività. Collaborò a lungo con la rivista di moda “Harper’s Bazaar”, disegnando circa duecento copertine dal 1915 fino al 1937 ed entrando in contatto con il mondo dello spettacolo e dello star system dell’epoca. Realizzò inoltre scenografie e costumi per personaggi leggendari come Mata Hari, Marion Davies e Mistinguett e per gli spettacoli del teatro Folies Bergère. Molte altre testate pubblicarono le sue illustrazioni e, una volta trasferitosi a New York nel 1922, si dedicò ai lavori per il teatro e poi, a Hollywood, per le scene e i costumi dei film muti. Nel 1925 il successo internazionale di Erté, pseudonimo che deriva dalla pronuncia alla francese delle sue iniziali, fu decretato dall’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi.

Con il suo lessico elegantissimo, con il suo linguaggio decorativo inimitabile, Erté diventò uno degli interpreti più raffinati del gusto Art Déco e oggi, proprio al Labirinto della Masone, una mostra rilegge la sua ricerca grazie a una selezione di opere, datate soprattutto dagli anni Dieci ai Trenta - il periodo più originale e fortunato della sua lunga attività – capaci di restituirne la complessità e la modernità. Si espongono quindi oltre 150 lavori tra disegni, bozzetti, litografie, le celebri serie dell’Alfabeto e dei Numeri, fotografie d’epoca, documenti e materiali cinematografici. Non mancano le 28 opere della collezione Franco Maria Ricci, che si è di recente arricchita con quattro ulteriori disegni che si espongono al pubblico.

La mostra è anche un’occasione per far conoscere ai visitatori il patrimonio artistico ed editoriale di Franco Maria Ricci e per seguire l’attuale interesse critico ed espositivo per l’Art Déco. Il percorso guarda però anche al contemporaneo: si possono infatti scoprire tre installazioni di Caterina Crepax ispirate proprio a Erté, pezzi unici in cui la carta assurge il ruolo di tessuto prezioso, le cui trame danno forma a opere indossabili.

Marta Santacatterina