Verona: Palazzo Maffei si arricchisce di un capolavoro di Casorati
La collezione Carlon, ospitata nelle sale di Palazzo Maffei che sorge sulla centralissima piazza delle Erbe di Verona, raccoglie attualmente più di 750 opere di pittura, scultura, arti applicate, oltre a reperti archeologici, mobili antichi e pezzi iconici del Novecento. Tra gli highlights del museo spiccano dei lavori di Albrecht Dürer, Francesco Hayez, Umberto Boccioni, Osvaldo Licini, Paul Klee, Giulio Paolini, Mirko Basaldella, cui si aggiungono delle ceramiche di Fausto Melotti e Pablo Picasso. La raccolta è peraltro in continuo divenire grazie alle ulteriori acquisizioni del collezionista e mecenate: oggi infatti si arricchisce del Sogno del melograno di Felice Casorati, un dipinto che si può ammirare in quella che ormai è stata denominata “Sala Casorati”, visto che vi sono esposti altri due dipinti di questo artista: il Vaso con papaveri e margherite (1913), coeva tempera su cartone e Le piantine del 1921, un lavoro chiave per il passaggio al Realismo Magico del maestro.
Il Sogno del melograno, recentemente acquisito, è stato presentato alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione di Roma nel 1913 e risente fortemente dell’influenza che ebbe la pittura di Gustav Klimt – le cui opere irruppero in Italia grazie alla Biennale di Venezia del 1910 - su Casorati. La splendida tela, dipinta negli anni in cui l’artista italiano soggiornò a Verona, raffigura una giovane donna addormentata su un prato fiorito, ma questa immagine apparentemente serena è densa di rimandi simbolisti: colchico, i grappoli d’uva, la melagrana alludono infatti al mito del ritorno negli Inferi, alla caducità della vita, alla ciclicità delle stagioni e alla bellezza effimera. La stessa ragazza, immersa in un’atmosfera sospesa e onirica, potrebbe evocare la Persefone del Fuoco di D’Annunzio, un romanzo in cui sono presenti numerose suggestioni simboliste e pittoriche. “Sono diventato un visionario e un sognatore - scrive Casorati in una lettera del 1913 - e non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni: le notti stellate, gli esseri invisibili, gli spiriti puri, le allucinazioni... vorrei aver sempre la febbre alta e delirare!”.
Nel percorso di visita di Palazzo Maffei questo capolavoro, precedentemente esposto in pochissime altre occasioni, contribuisce quindi a mettere a fuoco un momento cruciale della cultura figurativa italiana e di aggiungere un tassello alla conoscenza del linguaggio multiforme ed enigmatico di Felice Casorati.
Marta Santacatterina

