Art e Dossier

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Art History: Ricerca iconografica

Giacobbe

La sua vicenda, nella Bibbia, è narrata insieme a quella del gemello Esaù, arricchita, però, di altri e importanti dettagli biografici. Egli venne rappresentato nell’arte non soltanto nel contesto dell’incontro e della riconciliazione con Esaù, ma anche in quello del racconto di Giuseppe o in altri episodi del Genesi. Dopo l’inganno contro Esaù, organizzato dalla madre Rebecca, Giacobbe fuggì presso il fratello di lei, Labano, nella città di Caran in Mesopotamia. Lungo la strada, si sdraiò per dormire su una pietra e fece un sogno in cui verso il cielo s’innalzava una scala su cui salivano e scendevano degli angeli e la voce di Dio diceva: “Io voglio dare a te e ai tuoi discendenti la terra sulla quale giaci. Ti proteggerò durante il viaggio e ti riporterò in questa terra”. E così avvenne, dopo un lungo peregrinare. Celebre l’incontro di Giacobbe con Rachele, la figlia di Labano, presso un pozzo che egli riuscì, spinto dall’amore per la donna, a rendere riutilizzabile, facendo rotolare via una grossa pietra che ne ostruiva la bocca. Giacobbe dovette però servire Labano per quindici anni per avere in sposa Rachele, avendo dapprima sposato la sorella maggiore, Lia, dalla quale pur non amandola, avrebbe avuto molti figli maschi. Dopo una lunga attesa, dalla prediletta Rachele sarebbe nato l’amato figlio Giuseppe e, grazie alla complicità della nuova moglie, Giacobbe sarebbe divenuto abbastanza ricco da tornare nella terra dei suoi antenati. L’incontro con Esaù sarebbe avvenuto, appunto, sulla via del ritorno. Giacobbe venne chiamato “Israele” e fu il terzo patriarca da cui sarebbero discese le dodici stirpi del popolo chiamato appunto con il suo nome.