Art e Dossier

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Art History: Ricerca iconografica

Virgilio*

Publio Virgilio Marone (70-19 a.C.) nasce in provincia di Mantova, ad Andes (l'odierna Pietole) da una famiglia benestante, proprietaria di terreni. Il giovane Virgilio compie i suoi primi studi a Cremona, dove rimane sino al compimento del quindicesimo anno, quindi si trasferisce a Milano e di qui a Roma, dove frequenta i corsi del retore Epidio. In seguito è a Napoli, alla scuola del filosofo epicureo Sirone. Si interessa di astronomia, botanica, zoologia, medicina e matematica. Nel frattempo scrive i primi versi, sulla scia di Catullo. I primi, brevi, componimenti giovanili nei modi della poetica neoterica vanno sotto il nome di Catalepton, cioè "carmi sparsi". Quando compone le sue prime Bucoliche ha 28 anni. Il volume è un insieme di 10 egloghe in esametri, di cui alcune sono lirico-narrative, altre sono in forma dialogica, distribuite con un ordine letterario piuttosto che nella normale successione cronologia della loro stesura. In questa poesia di evasione, scritta al tempo delle guerre civili, regna una vita semplice e innocente, fatta di lavori agresti alternati agli ozi, di gare di canto all'ombra dei faggi e delle querce. In questo periodo, nell'anno 40, il poeta rischia di perdere i suoi poderi durante la distribuzione di terre ai veterani reduci dalla vittoria di Filippi: nelle egloghe nona e prima, scritte dopo quest'anno, quando anche il territorio di Mantova fu coinvolto nella distribuzione di terre, si avverte la preoccupazione della pretesa dei militari. Grazie all'intervento di Asinio Pollione, governatore della Cisalpina, e di Alfeno Varo riesce a conservare i possedimenti familiari. Tuttavia decide di trasferirsi al sud, alternando la sua residenza tra Napoli e Roma. In Campania, dal 37 compone le Georgiche, una celebrazione dell'attività agricola, finite nell'anno 29, quindi si dedica all'elaborazione dell'Eneide, il poema epico nazionale. Anche quest'opera nasce dietro suggerimento esterno, direttamente dall'imperatore Augusto, che voleva la celebrazione della gens Iulia. In realtà, invece di cantare le gesta di Augusto, si orienta al mito, narrando le vicende dell'eroe Enea. Nel 24 legge tre canti davanti alla corte imperiale. Per comporre l'immensa opera, Virgilio sente la necessità di recarsi nei luoghi, in Grecia e in Asia minore, dove è ambientato il suo poema. Si reca quindi ad Atene e a Megara. Durante questo viaggio si ammala gravemente e, rientrato in Italia, sul punto di morire decide di distruggere il manoscritto incompiuto dell'Eneide, fortunatamente senza riuscire a farlo. Dopo la morte, la salma viene trasportata a Napoli e sepolta lungo la strada per Pozzuoli.