Art e Dossier

Al Museo Novecento di Firenze si riuniscono le opere di Ottone Rosai

categoria: Mostre
7 marzo – 4 ottobre 2026

Ottone Rosai. Poeta innanzitutto

Firenze
Museo Novecento

Fin dal suo insediamento al Museo Novecento nel 2018, il direttore Sergio Risaliti si è impegnato nella valorizzazione delle opere di Ottone Rosai appartenenti alle collezioni civiche. Ne è risultato l’allestimento di una sala dedicata a questa raccolta al terzo piano del museo e poi l’esposizione, in un ambiente al secondo piano, di alcuni dipinti di Rosai appartenuti ad Alberto Della Ragione. “Attendevo l’occasione giusta per riunire in una sola mostra i due corpi, quello della Collezione Della Ragione e quello delle opere conservate nello studio dell’artista al momento della sua morte e generosamente donate al Comune dagli eredi. Finalmente l’occasione è arrivata”, afferma Risaliti. 

Il percorso appena inaugurato si pone lo scopo di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895-Ivrea, 1957), restituendo sia la complessità dell’artista sia le relazioni con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. In due sale distinte sono quindi collocate circa settanta opere che illustrano i due filoni principali della poetica dell’artista, vale a dire Firenze, con le sue campagne, e la grande comunità di scrittori, intellettuali, artisti e storici dell’arte che nella prima metà del Novecento hanno tenuto in vita l’aurea miniera del Rinascimento, come testimonia anche la selezione di documenti provenienti da Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. 

Se il capoluogo toscano, nella sua quotidianità, è stato vissuto da Rosai anche come paesaggio interiore e teatro di un’esperienza condivisa, l’amicizia con i personaggi dispicco dello scenario culturale dell’epoca non ha costituito semplice sfondo biografico, ma un autentico spazio di confronto e formazione, capace di incidere sulla sua visione del mondo e sulla concezione dell’arte come esercizio di sincerità. Luoghi e persone diventano quindi inseparabili nelle opere di Rosai che contribuiscono a restituire un’immagine della Firenze di metà Novecento come tessuto vivo, percorso da inquietudini ma ancora guidato dalla fiducia nella poesia.

La mostra peraltro costituisce un importante raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, di cui il 25 marzo sarà inaugurata una grande mostra al Museo Novecento. L’artista tedesco è stato infatti un grande estimatore di Ottone Rosai dopo averne scoperto le opere durante il suo primo soggiorno a Firenze nel 1965.

Marta Santacatterina