Art e Dossier

Dalle dimore private del Salento allo sguardo del pubblico

categoria: Mostre
27 settembre 2026 – 10 gennaio 2027

Camera con vista. Arte italiana e internazionale nelle collezioni private salentine (1963-2015)

Lecce
Fondazione Biscozzi Rimbaud

 

“In un territorio privo di un sistema dell’arte strutturato, con una rete stabile di gallerie, musei, spazi di produzione e piattaforme critiche, le collezioni private assumono un valore particolarmente significativo: rivelano scelte autonome, desideri, conoscenze, forme silenziose di responsabilità culturale”, afferma Lorenzo Madaro, curatore insieme a Paolo Bolpagni dell’esposizione Camera con vista. Arte italiana e internazionale nelle collezioni private salentine (1963-2015). Il progetto si pone l’obiettivo di indagare per la prima volta le caratteristiche del collezionismo d’arte contemporanea nel Salento, osservando un fenomeno non episodico, ma che si pone come trama culturale autonoma e articolata. 

Le ventisette opere esposte alla Fondazione Biscozzi Rimbaud escono quindi dalla loro dimensione privata e domestica per diventare accessibili a tutti, consentendo di riflettere da un lato sulle scelte individuali dei collezionisti e dall’altro sulle possibilità di dare vita a racconti condivisi: tra gli autori di spicco si incontrano Carla Accardi, Stefano Arienti, Mario Schifano, Joseph Beuys, Luigi Ghirri, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino ed Ettore Spalletti i quali, insieme ad altri autori selezionati, documentano l’alta qualità del collezionismo a Lecce, nonché il suo rivelarsi come un osservatorio particolare attraverso cui rileggere alcune traiettorie dell’arte italiana e internazionale degli ultimi decenni. “Ne emerge un panorama forse per molti insospettabile – dichiara Bolpagni –. L’intento, però, non è semplicemente quello di presentare opere importanti o interessanti, ma di enucleare, come necessario, alcuni filoni, ricostruendo una storia. Una piccola porzione, è evidente, della complessissima vicenda evolutiva delle forme espressive della visualità negli ultimi decenni del secolo scorso e all’inizio del XXI, ma senza sottrarsi al tentativo di trarne considerazioni che, partendo dal caso specifico del collezionismo salentino, ne travalichino poi i confini”.

Marta Santacatterina