Duecento fotografie di Werner Bischof in mostra a Milano
Werner Bischof. Point of View
A centodieci anni dalla nascita, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano rende omaggio a uno dei fotografi più emblematici del secolo scorso con la mostra Werner Bischof. Point of View, curata dal figlio Marco Bischof e da Andréa Holzherr e Tania Kuhn.
Realizzata in collaborazione con Magnum Photos e Werner Bischof Estate, la rassegna offre al pubblico la possibilità di ripercorrere la carriera del fotografo svizzero – membro dell’agenzia Magnum Photos dal 1949 – attraverso un itinerario suddiviso in quattro sezioni cronologiche nelle quali trovano spazio duecento fotografie vintage originali, accompagnate da una serie di contact sheets e da un documentario. Preziose testimonianze di un approccio al fotogiornalismo caratterizzato da rigore documentaristico e da una eccezionale empatia nei confronti dei soggetti immortalati.
La sezione intitolata Svizzera 1932-1944 descrive gli anni della formazione di Bischof e le sue prime sperimentazioni dieto l’obiettivo; Europa 1945-1950 riunisce le immagini che evocano l’Europa dilaniata dal secondo conflitto mondiale, un evento destinato a lasciare il segno nel lavoro e nel punto di vista di Bischof sul mondo; Asia 1951-1952 è animata dai reportage ambientati in India, Corea, Giappone, Indocina e Hong Kong, mentre Nord e Sud America 1953-1954 sintetizza le fasi finali della produzione dell’autore e il suo sguardo rivolto al continente americano.
Dalle immagini esposte emerge in maniera netta il metodo fotogiornalistico sviluppato da Bischof nel corso degli anni: capace di leggere in maniera approfondita la porzione di realtà nella quale era immerso, seppe restituirne le fattezze in composizioni equilibrate e contraddistinte dal sapiente uso del bianco e nero, intrecciando rigorosità e poesia.
“L’eredità di nostro padre”, ha commentato Marco Bischof, co-curatore della retrospettiva e direttore di Werner Bischof Estate, “dimostra che solo le opere realizzate con tutto il cuore hanno un senso. Unendo etica ed estetica, mio padre, Werner Bischof, ha creato un’opera di importanza senza tempo, che continua a ispirarmi ogni volta di nuovo”.
Arianna Testino

