Art e Dossier

A Firenze la mostra che ripercorre le tante vite del frammento

categoria: Mostre
25 settembre 2026 – 24 gennaio 2027

Broken. Il potere del frammento

Firenze
Palazzo Strozzi

Quali sono le storie che si celano sotto la superficie di un frammento? E quali eventi hanno determinato le sue peculiarità? Sono solo alcune delle domande alle quali cerca di dare risposta la mostra Broken. Il potere del frammento, allestita a Firenze, a Palazzo Strozzi, fino al 24 gennaio 2027 e organizzata con la National Gallery of Art di Washington. 

Oltre ottanta opere accendono i riflettori su epoche, geografie e culture diverse, spaziando dell’Egitto alla Mesoamerica, dall’Etruria alla Grecia a Roma, dal Messico al Mali, dal Perù alla Cambogia. L’itinerario espositivo, curato da C.D. Dickerson III e da Andrew Sears in collaborazione con Arturo Galansino, mette in luce i tanti significati del frammento e si muove lungo i confini della pratica scultorea, dall’archeologia all’arte contemporanea. 

Le prime sale accolgono volti e corpi frammentari ‒ i resti del Monumento funebre a Margherita di Brabante di Giovanni Pisano, il Guerriero con scudo di Mont’e Prama e il Torso di Livorno ‒, evidenziando come la rottura modifichi la percezione dell’opera nel corso del tempo. Guerre, iconoclastia, catastrofi naturali e colonialismo sono invece alcune delle ragioni che determinano le origini e le sorti dei frammenti, trasformati in testimonianze tangibili di eventi impressi nella storia – dalla Rivoluzione francese all’alluvione di Firenze del 1966. 

Merita un capitolo a parte il tema della ricomposizione e del frammento intesi come linguaggio creativo dotato di autonomia, nel solco di una linea che unisce Michelangelo, Rodin, Louise Bourgeois, Robert Gober e altri protagonisti della contemporaneità, quali Danh Vo e Paul Pfeiffer. Il Cortile di Palazzo Strozzi ospita infine Silent Studio (Reduced to 88%) di Mark Manders, concepita per evocare uno “studio temporaneo all’aperto”.

Arianna Testino