Art e Dossier

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Konrad Mägi alla Galleria nazionale d'arte moderna

categoria: Mostre
10 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018

Konrad Mägi

Roma
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea

Tra gli eventi promossi nel corso del semestre di presidenza estone dell’Unione europea e come preludio alle celebrazioni per il centenario della Repubblica estone del prossimo anno, apre alla Galleria nazionale a Roma un’importante retrospettiva, a cura di Eero Epner, dedicata a Konrad Mägi (1878-1925), esponente di quel modernismo nordeuropeo che annovera tra le sue fila anche il norvegese Edvard Munch.Accanto a un importante nucleo di ritratti, nella sua produzione prevalgono i paesaggi, dall’atmosfera magica e solenne, col ricorso a una notevole varietà di soluzioni stilistiche, tutte ugualmente incentrate su un uso del colore audace e originale. Konrad Mägi, nato a Röngu, nell’Estonia meridionale, interrompe presto gli studi e lavora per dieci anni come operaio in una fabbrica di Tartu. Emigrato a San Pietroburgo, si iscrive a una scuola di disegno industriale e studia pittura con Amandus Adamson, pittore e scultore estone, ma abbandona dopo la rivoluzione russa del 1905, a cui partecipa. Si rifugia nelle isole Åland, poi a Helsinki, e nel 1907 viaggia a Parigi. Di questi anni non si conoscono dipinti, le sue condizioni di salute fisica e mentale sono precarie, minate dalla malnutrizione e dall’uso della cocaina. Si stabilisce in Norvegia per circa due anni, dove nel 1908 inizia a dipingere paesaggi. Espone con successo in Estonia e torna a Parigi, dove frequenta il “milieu” artistico, espone al Salon des Indépendants e conosce Christian Krohg, amico e maestro di Munch. Torna in Estonia nel 1912 e risiede a Tartu, dove fonda e dirige la prima scuola d’arte professionale “Pallas”, ma con fatica, dovuta alle sue malferme condizioni di salute. A partire dal 1913, nell’isola baltica di Saremaa, dove trascorre due estati, conosce un periodo di intensa creatività dipingendo paesaggi per la prima volta in stile modernista. Dal 1918, anno della dichiarazione di indipendenza dell’Estonia, l’influenza dell’espressionismo sulla sua opera diventa evidente. Una svolta nelle sue vicende personali e artistiche, che porta un clima di maggiore serenità alla sua vita, è rappresentata dal viaggio in Italia nel 1921-1922, dove soggiorna a Roma, a Capri e a Venezia. Affascinato dalla luce mediterranea, realizza un grande numero di schizzi, che trasformerà in dipinti al suo ritorno a Tartu: accanto ai paesaggi, compaiono vedute di città e di rovine dall’atmosfera misteriosa, accompagnate da cieli blu cobalto. Tornato in Estonia, la sua salute peggiora rapidamente e muore nel 1925 a soli quarantasei anni. All’avanguardia tra gli artisti della sua generazione, l’influenza della sua opera nell’arte estone durerà per decenni. Nei diciassette anni in cui si è dedicato alla pittura, Mägi ha dipinto circa quattrocento opere di cui sono attualmente note circa la metà. Molti dipinti risultano dispersi o distrutti. Per poter ampliare il catalogo della sua produzione, in particolare di quella eseguita in Italia, a Venezia, Roma e Capri, il governo estone ha anche offerto – in occasione della mostra di Roma – un’expertise e un eventuale restauro a tutti coloro che dovessero individuare nella propria collezione un dipinto di Mägi.La mostra di Roma è quindi un’occasione per scoprire l’opera di un esponente di primo piano dell’arte europea dei primi decenni del Novecento, dalla forte vocazione internazionale, sensibile al clima artistico generale ma dotato di un’originalità irriducibile, che trova il suo vigore e le sue radici nella cultura baltica. 

Ilaria Ferraris

Puoi leggere un articolo sulla mostra nel numero di Art e Dossier di ottobre!