Art e Dossier

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La nuova edizione di PAN Amsterdam

categoria: Eventi
24 novembre – 1 dicembre 2019
Amsterdam, Olanda

La 33esima edizione di PAN Amsterdam, la più grande fiera nazionale d’arte nei Paesi Bassi, si è aperta sabato scorso sotto nuovi auspici o almeno con un nuovo direttore. Mark Grol, storico dell’arte, direttore di una galleria ad Hong Kong e per quindici anni impegnato a Sotheby Amsterdam e Parigi, si dice molto soddisfatto mentre cammina tra i 5.000 invitati del giorno d’apertura. Da solo quattro mesi impegnato nella sua nuova funzione, Grol afferma di essere qui per ascoltare le esigenze e le impressioni dei galleristi mentre la preparazione di questa edizione è il risultato corale dell’organizzazione che oltre a PAN si occupa anche della più nota TEFAF Maastricht e della recente fiera TEFAF New York.  A chi considera PAN una fiera ibrida ribatte invece con la definizione di ecclettismo: «è il nostro segno distintivo, fa parte del nostro DNA, qui infatti si possono trovare antichità, arte classica, moderna e contemporanea, pittura e scultura, design, gioielli e orologi». E la disposizione degli stand vuole proprio ribadire questo concetto mescolando, in un’escalation di prezzi e bellezza, il meglio del settore, assicurato e garantito dal comitato di oltre ottanta esperti indipendenti che vaglia in anticipo tutti i lavori esposti. A PAN il 90 per cento degli espositori sono olandesi contro il solo 5 per cento per TEFAF e basta questo per spiegare l’enorme differenza tra le due fiere che si rivolgono anche pubblici diversi. Se per TEFAF parliamo di visitatori europei e internazionali, PAN Amsterdam si concentra sul pubblico olandese che in questo caso rappresenta anche il 90 per cento del totale. Ma l’interesse per l’Europa è ovviamente forte e Grol non nasconde l’ambizione di far crescere la fiera portando un paio di grandi galleristi stranieri. Intanto opta per una collaborazione con i musei nazionali cominciando dal Singer Museum di Laren, una piccola cittadina poco lontana da Amsterdam in una delle zone più ricche del paese, e anche il Museo approffitterà di questa occasione per mostrare una sneakpreview della collezione di Els Blokker appena ricevuta in donazione. Un altro punto di attrazione di PAN sono i prezzi più abbordabili dei lavori esposti, si può trovare, infatti, qualcosa di molto interessante già con un budget tra i mille e i diecimila euro. Il pezzo più caro della fiera è molto probabilmente quello presentato dalla Galleria Bijl-Van Urk: un pannello del ritorno di Cristo sulla terra dipinto intorno al 1560 da Pieter Aertsen, con una valutazione di 1,2 milioni e che da solo varrebbe già una visita a PAN. A conferma della nuova tendenza inclusiva della kermesse si inserisce anche il nuovo logo della fiera che per la prima volta viene affidato ad un fashion designer ancorchè di eccezione. Jan Taminiau, talento brabantino e autore dell’abito della Regina Màxima durante la cerimonia dell’incoronazione, è l’autore di un delicato velo di organza dipinto e ricamato a mano sul quale spicca la scritta PAN, anche questa è una maniera di vivere il proprio ecclettismo.

Paola Testoni de Beaufort