La Venere e la Primavera di Botticelli in dialogo neLa Venere e la Primavera di Botticelli in dialogo nel nuovo allestimento degli Uffizil nuovo allestimento degli Uffizi
Un nuovo tassello si aggiunge al riallestimento complessivo delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, avviato nel 2023 per l’adeguamento delle misure di sicurezza e diventato un programma di rinnovamento generale annunciato dal direttore Simone Verde a gennaio 2024, in concomitanza con il suo insediamento. Come ricorda lo stesso direttore, lo sviluppo del progetto “ha già consentito l’apertura di numerosi spazi completamente rinnovati, tra cui il Gabinetto dei Marmi antichi, la Sala della Niobe e il Gabinetto delle Matematiche. L’obiettivo di questa operazione, insieme filologica, estetica e storico-artistica, è quello di ricomporre il vastissimo e preziosissimo patrimonio monumentale e collezionistico dei Medici affinché le Gallerie, rigenerandosi senza tradire la propria identità, continuino a essere ciò che sono sempre state: il museo più bello del mondo”.
L’ulteriore tassello coincide con il riallestimento degli spazi intitolati a Sandro Botticelli: per la prima volta la Venere e la Primavera – simboli della produzione pittorica dell’artista rinascimentale – sono collocate in teche ermetiche capaci di garantire condizioni di sicurezza ottimali e una altrettanto efficace fruizione da parte del pubblico.
Le novità non si esauriscono qui. L’ampio affresco staccato dell’Annunciazione sembra essere parte integrante della parete grazie a una nuova installazione che evoca il modo in cui si presentava in origine all’interno della chiesa fiorentina di San Martino. La dottrina della prisca theologia messa a punto da Marsilio Ficino e base del pensiero artistico di Botticelli emerge con chiarezza dalla disposizione delle opere affiancate alla Primavera e alla Venere: ai lati di quest’ultima, infatti, si trovano i tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della Melagrana, mentre ai lati della Primavera sono collocate la Madonna del Roseto e la Madonna dei Cherubini. In entrambi i casi echeggia la concezione ficiniana, secondo la quale numerose divinità pagane sarebbero una prefigurazione delle entità sacre del Cristianesimo – qui rappresentate dal rimando a Maria, madre di Cristo.
Oltre all’accuratezza storico-critica che ha guidato il riallestimento, spiccano le scelte cromatiche – è stato utilizzato un “grigio Rinascimento” molto chiaro – e le soluzioni illuminotecniche, caratterizzate dall’alternanza di toni caldi e freddi. Non mancano i dispositivi di mediazione digitale, che permettono di consultare video e schede delle opere sul proprio smartphone attraverso i QR code.
Arianna Testino

