Art e Dossier

Banner1_RobertoPapini_StefaniaPinsoneHD.jpg
Banner1_RobertoPapini_StefaniaPinsoneHD.jpg

Art History

Albrecht Dürer : biografia

Si avvicina all’ambiente artistico dapprima nella bottega del padre orafo, per poi passare, dal 1486, a quella del pittore e incisore Michael Wolgemut. Nel 1490 intraprende un lungo viaggio che lo porterà in tutta la Germania e l’Olanda, poi a Colmar, patria di Martin Schongauer, il pittore e incisore tedesco allora più famoso, quindi a Basilea, importante centro per l’arte grafica, e infine a Strasburgo (1493). In questi anni realizza numerose incisioni, illustrazioni per opere letterarie e alcuni ritratti. Nel 1494 compie il primo viaggio in Italia: a Venezia conosce le opere di Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio, nonché le incisioni di Mantegna e del Pollaiolo. Tornato a Norimberga l’anno successivo, realizza una serie di acquerelli e incisioni su rame; nel 1496 per Federico il Saggio, elettore di Sassonia, esegue un ritratto e due polittici per la chiesa del castello di Wittenberg (1496-1497). Nel 1498 riceve la commissione per l’Altare Paumgartner terminato nel 1504 (Monaco, Alte Pinakothek), anno dell’Adorazione dei magi degli Uffizi. Parallelamente all’opera pittorica, continua l’attività incisoria, con i fogli dell’Apocalypsis (1497) e della Grande Passione (1498). Nel 1505 effettua il secondo viaggio in Italia toccando Venezia, Ferrara, Bologna e Roma. A Venezia nel 1506 realizza la Festa del rosario per San Bartolomeo di Rialto, la chiesa della colonia tedesca. L’opera suscita una vivida impressione per l’analisi minuziosa e realistica dei particolari, per la ricchezza della gamma cromatica che crea forti contrasti di colori caldi e freddi. I maggiori artisti veneziani, da Bellini a Giorgione a Lotto, dimostrano di subire l’influsso dei modi düreriani, così come le sue incisioni diverranno inesauribile fonte di motivi compositivi. Di ritorno a Norimberga nel 1507, lavora alla pala dei Diecimila martiri per la municipalità (1508), all’Altare Heller, oggi perduto, e all’Adorazione della Santissima Trinità (Vienna, Kunsthistorisches Museum). Dal 1511 l’artista si dedica principalmente all’incisione: integra la serie della Piccola Passione (1509-1511), realizza le stampe de Il cavaliere, la morte e il diavolo (1513), il San Gerolamo nello studio (1514), Melencolia I (1514), soggetti esoterici e sapienziali che testimoniano la sua cultura filosofica e religiosa. Del 1526 sono le grandi tavole dei Quattro apostoli (Monaco, Alte Pinakothek) che, nella loro monumentalità cupa e drammatica, esprimono ormai il travaglio religioso dell’epoca della Riforma.

Le opere