Art e Dossier

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Art History: Ricerca iconografica

Matteo

Apostolo e autore del primo Vangelo, spesso è ritratto anziano mentre scrive ispirato da un angelo, suo simbolo. Nel Nuovo Testamento è identificato con il pubblicano Levi esattore a Cafarnao che fu chiamato da Cristo mentre svolgeva il suo quotidiano lavoro al banco delle imposte. Egli abbandonò ogni ricchezza per seguire la sua vocazione, ma prima organizzò un fastoso banchetto cui parteciparono anche i vecchi amici peccatori. Cristo accettò entusiasta l’invito sostenendo che erano questi ad avere bisogno della sua presenza e non i giusti. In virtù del suo antico mestiere fu scelto come santo protettore dalla corporazione fiorentina degli agenti di cambio e può recare come attributo anche una borsa di denaro. Sulla base della sua missione in Etiopia, si è sviluppata una tradizione leggendaria divulgata nella Legenda Aurea: Matteo, accompagnato dall’apostolo Filippo, doma due terribili dragoni con i quali i maghi pagani Zaroes e Arfasat terrorizzavano la città di Uadaber. Il santo resuscita poi il figlio del re Egippo, impresa nella quale essi erano falliti. Dopo quest’ultima prova, l’intera famiglia reale si converte al cristianesimo ricevendo il battesimo dal santo che nomina inoltre la giovane principessa badessa di un convento. Matteo muore, infine, trafitto da una spada su ordine di Itarco, nuovo re d’Etiopia, infuriato perché non era riuscito a sposare la fanciulla consacrata al Signore.