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Art History: ricerca iconografica

Erasmo

Le poche notizie precise lo indicano come vescovo di Formia, vissuto nel secolo VI e morto martire al tempo forse di Diocleziano. Il suo culto era molto diffuso in Campania e nel Lazio. Moltissime sono le leggende letterarie che attribuiscono a sant’Erasmo una nascita ad Antiochia e molti suggestivi dettagli biografici: il ritiro ascetico per sette anni in una caverna in Libano per sfuggire alla persecuzione di Diocleziano, il successivo arresto e il saldo rifiuto di sacrificare agli dei. In seguito si racconta che Erasmo si reca in Illirico, dove converte quattrocentomila persone, e poi a Sirmio dove abbatte un simulacro e viene denunziato per attività evangelizzatrice e taumaturgica dall’imperatore Massimiano. Dopo orribili torture, viene liberato dal carcere dall’arcangelo Michele e condotto a Formia dove sarebbe morto di morte naturale. Il santo venne rappresentato come patrono dei marinai (miracolo del fulmine), ma soprattutto in relazione alle diverse varianti del suo martirio. Nelle più antiche figurazioni Erasmo appare in veste di vescovo mentre mostra chiodi e punteruoli infilati sotto le unghie delle mani, talvolta ha in mano una caravella, o, ai piedi, una caldaia di olio bollente. Attributo costante e distintivo nelle varie raffigurazioni è invece una manovella d’argano con un cavo attorcigliato. Questo elemento, legato alla pratica marinara, fu in seguito interpretato come un attrezzo usato per il suo martirio, ossia come l’argano con il quale gli sarebbero state strappate via le viscere. Da questa interpretazione sarebbero derivate le numerose scene pittoriche e scultoree del periodo rinascimentale e barocco, tra cui quella del celebre quadro di Poussin conservato alla Pinacoteca vaticana.