Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Nicasio Burgio

Vissuto probabilmente tra il 1150 e il 1187, Nicasio Burgio è un santo legato alla terra siciliana. Il nonno saraceno si era cristianizzato al tempo della conquista normanna dell’isola, ed aveva ricevuto dal conte Ruggero il nome cristiano di Ruggero Camuto e un castello nella terra del Burgio nella Valle di Mazara. Da questa investitura sarebbe derivato ai discendenti il cognome della famiglia “Burgio”. Il figlio di Ruggero Camuto, Roberto del Burgio sposò la nobile normanna Aldegonda, da cui nacquero quattro figli. Tra questi vi fu, appunto, Nicasio, il quale rispose (insieme al fratello Ferrandino) all’appello del Gran Maestro dei Gerosolimitani Ruggero Des Moulins per la liberazione della Terra Santa, aderendo all’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, ispirato ai princìpi di difesa della fede, di assistenza ai pellegrini e agli ammalati e di impegno alla solidarietà e alla giustizia. In seguito all’invasione, nel 1187, del regno di Gerusalemme da parte del Sultano Saladino, rimasero uccisi, in una cruenta battaglia ad Hattin, vicino Nazaret, Ruggero Des Moulins e gran parte degli ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Anche San Nicasio, che era capitano al seguito di Ruggero Des Moulins, durante la battaglia fu fatto prigioniero e, poiché si rifiutò di rinnegare Cristo, fu decapitato, in odio alla fede, alla presenza del Sultano Saladino. San Nicasio, sin dai primi anni dopo la sua morte, da Crociato divenne, dunque, Martire in Terra Santa, vestendo l’abito dei Cavalieri Gerosolimitani (con la croce ottagonale bianca, segno delle otto beatitudini). Il culto di San Nicasio in Sicilia si diffuse dalla cittadina di Caccamo (vicino Palermo), dove era stato introdotto dalla famiglia Cabrera, la quale lo vantava come antenato. Volendo propagare la gloria del proprio casato, la famiglia Cabrera estese il culto del Martire da Protettore della famiglia a Patrono della città. Essendosi sparsa la devozione, diverse immagini del Santo furono dipinte nelle strade e nelle case private di Caccamo, come attestato da un atto notarile del 1573, e particolarmente nella chiesa a lui dedicata di fronte alla cittadina perché da lì potesse proteggere tutto il popolo. A San Nicasio, più antico Patrono di Caccamo, si attribuirono miracoli (tra cui la liberazione della peste nel 1575) e guarigioni, e a lui si intitolò pure una confraternita, che acquisì maggiore importanza in seguito alla concessione di una reliquia del Santo, che si racconta esser giunta direttamente dalla Terra Santa e ritrovata sotto l’altare maggiore della Cattedrale di Palermo.