Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Sacrificio di Isacco

Nel capitolo 22 della Genesi si narra di come Abramo, il primo dei grandi patriarchi ebrei del Vecchio Testamento, venne messo alla prova da Dio che gli comandò di sacrificargli il suo unico figlio, Isacco. Abramo, accettando la volontà di Dio, si recò nel luogo indicato con il figlio, due servi e la legna per accendere il fuoco caricata su un asino. Lasciati i servi e l’asino, posò la fascina sulle spalle del figlio, prese il coltello e i carboni per attizzare il fuoco e proseguì il cammino. Giunto a destinazione costruì un altare, legò Isacco e si apprestò a sgozzarlo, quando un angelo del Signore gli fermò la mano e lo lodò perché non aveva esitato a offrire a Dio la persona più cara. Abramo allora slegò il ragazzo e al suo posto sacrificò un montone che era rimasto impigliato con le corna in un cespuglio. Sin dal Medioevo l’episodio venne letto come una prefigurazione del sacrificio di Cristo: Isacco che porta la legna anticipa Gesù che trasporta la croce sul Calvario e il montone è simbolo di Cristo crocifisso.