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Art History: ricerca iconografica

Umiltà

La beata Umiltà, al secolo Rosanna de’ Negusanti, di nobile famiglia faentina, nacque nel 1227 e morì nel 1310. La sua vicenda biografica e agiografica è tramandata da due testi redatti nel 1330 e nel 1345 circa, ma anche i suoi Sermoni sono un’utile fonte per ricostruirne la storia e il pensiero. Nel 1245 sposa Ugolotto con il quale condivide la scelta religiosa, dopo la morte dei loro due unici figli. Presi i voti e l’abito monacale il suo nome fu cambiato in Umiltà. Sopravvissuta a una grave malattia, decise di ritirarsi in clausura insieme a poche altre religiose in un monastero vallombrosano. Dopo dodici anni di isolamento e vita ascetica, Umiltà divenne badessa del monastero di Santa Maria Novella a Firenze sino a quando, spinta dalle numerose richieste, decise di costruire un nuovo e più grande edificio a Vallombrosa. Nel 1310, all’età di ottantaquattro anni, morì in odore di santità, per le opere di carità e i numerosi miracoli che aveva operato in vita. Un anno dopo la sua salma fu rinvenuta prodigiosamente intatta e, solennemente rivestita, esposta alla venerazione dei fedeli. Nel 1317 il papa concesse particolari indulgenze a chi si fosse recato in preghiera alla tomba della beata, ufficialmente canonizzata solo nel 1721.