Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Semele

Figlia di Cadmo e di Armonia (le cui nozze erano state tra le più memorabili della mitologia greca) e sorella di Ino, Agave, Autonoe e Polidoro, Selene è un personaggio strettamente collegato agli amori di Zeus, con il quale è sempre rappresentata. Selene, amata profondamente da Zeus, aveva suscitato la gelosia della sorella/sposa Era che, travestitasi da sua nutrice, Beroe, la indusse a chiedere a Zeus di apparirle nello stesso splendore e maestà con cui solitamente si presentava davanti a Era. Egli, che aveva promesso di esaudire ogni desiderio di Semele, fu costretto ad accontentarla, nonostante l’avesse avvertita dei rischi che comportava la sua apparizione divina a un essere umano. Per Semele, annientata dalla folgore dell’amato Zeus, la morte fu istantanea, ma egli riuscì però a salvare il bambino che Semele portava in grembo, che era il piccolo Dioniso, cucendolo all’interno di una sua coscia. Questi venne così protetto fino a quando non nacque perfettamente formato. Successivamente Zeus, attraverso Dioniso, liberò Semele dagli Inferi, conducendola nell’Olimpo e facendola divenire immortale con il nome di Titone, ossia “l’esaltata”. Lo scrittore greco Pausania (secolo II) racconta che nel momento in cui Semele era stata incendiata dal fulmine divino era spuntata una vite nel recinto sacro alla dea Demetra, lì dove un tempo sorgeva il palazzo del padre Cadmo. La vite, che ancora si venerava in età storica, rappresentava un evidente richiamo al dio Dioniso.