Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Sardou Victorien*

Nasce a Parigi nel 1831 da famiglia di estrazione piccolo borghese e, dopo un’adolescenza difficile, interrompe gli studi di medicina per dedicarsi totalmente al teatro. Le sue prime opere non si impongono subito all’attenzione dei critici né riscuotono un grande successo di pubblico. Uno dei suoi primi lavori, La taverna degli studenti (1854), viene sonoramente fischiato durante la prima rappresentazione all’Odeon. Sardou riesce tuttavia a introdursi nell’ambiente teatrale parigino e, grazie al matrimonio con l’attrice Laurentine de Brécourt e al successivo incontro con Virginia Dejazet, una delle star del palcoscenico di allora, mette in scena l’opera Le prime armi di Figaro (1859), interpretata appunto dalla Dejazet, con la quale ottiene il primo apprezzamento da parte della critica e del pubblico. Egli compone quindi nuove opere a ritmo molto intenso: Zampe di mosca (1860) è una commedia legata al genere "vaudeville", quella forma di teatro che per decenni, in seguito, ottenne continui successi e l’approvazione del pubblico francese. Le successive opere di Sardou si caratterizzano come drammi satirici, di tema politico e sociale, come Ragabas (1872), L’odio (1874), Facciamo divorzio (1880). Raggiunta la massima popolarità, diviene membro dell’Académie Française nel 1877 e autore stimato alla corte di Napoleone III. Si dedica inoltre al genere del dramma storico, al quale appartengono i testi Fedora (1882) e Tosca (1887), forse l'opera più conosciuta in cui viene trattata la tragica vicenda di Floria Tosca, amante del pittore Cavaradossi, ma insidiata e ingannata dallo spregevole Scarpia, da cui Giacomo Puccini trasse poi la trama della celebre opera lirica omonima, e infine Cleopatra (1890). Il drammaturgo sperimenta anche il genere più leggero della commedia, più gradito al pubblico borghese, con Madame Sans-Gêne, scritta insieme a Moreau nel 1893 e che divenne popolarissima a fine secolo.