Art e Dossier

Addio ad Augusto Gentili

categoria: Eventi

«Che cosa fanno i grandi artisti, da vecchi? Che cosa cercano ancora, i “grandi vecchi”, nel o dal loro mestiere? La prima risposta può sembrare quasi banale, o consumata, tanto è logica, o semplicemente di buon senso: cercano tutte le libertà di cui mai hanno goduto nella loro esistenza – la libertà dalle pressioni e dalle pretese dei committenti; la libertà dal loro denaro, perché ormai ne sono ben forniti; la libertà di lavorare poco e meno, lasciando sempre più spazio, ove possibile, ai collaboratori della bottega. Non cercano più la perfezione della finitura, ma l’emozione e l’espressione: non atti gratuiti, non gesti formali, ma segnali estremi di crisi epocali e personali, di spiritualità tormentate e dubbiose». Così scriveva Augusto Gentili nel suo ultimo articolo su “Art e Dossier”, lo scorso mese di giugno Parlava di Bellini e Tiziano, ma valeva anche per lui.

Ad Augusto Gentili piaceva giocare; e progettare cose nuove. Nell’ultimo scambio che abbiamo avuto mi parlava di una sua idea editoriale, ovviamente a tema veneziano, «un libro vero, bellissimo, 200 immagini, mainly dettagli!! Sarebbe tanto scandaloso?». No che non lo sarebbe. Peccato non poterlo tenere ora fra le mani, quel libro. Come tutti gli altri sarebbe stato innovativo, preciso, originale e divertente. Come la prima volta che lo vidi di persona – lui era già il professore più amato dai suoi studenti e lo studioso principe di tutto quello che succedeva in Veneto nei secoli d’oro e uno degli autori più piacevoli da leggere su “Art e Dossier” –, a una Biennale di tanti anni fa. Si stava arrampicando sul basamento di un’installazione e accigliava lo sguardo per farsi scattare una foto. Gli dissi che secondo me era il complemento ideale di qualunque opera d’arte. Lo avevo riconosciuto (con quel barbone era inconfondibile), mi presentai. Mi portò in giro per qualche bicchiere di vino e mi parlò di cose che credevo di sapere e che capii solo allora che le sapeva davvero solo lui.

Augusto Gentili è scomparso ieri a Roma. Aveva ottantadue anni.

È stato professore di Storia dell’arte veneta nell’Università La Sapienza di Roma (1983-1997) e di Storia dell’arte moderna nell’Università Ca’ Foscari di Venezia (1997-2013). Ha studiato e raccontato la pittura veneziana del Quattrocento e Cinquecento secondo un taglio multidisciplinare di storia e iconologia contestuale. Ha pubblicato libri su Carpaccio, Lotto, Tiziano e circa duecento tra articoli e piccole monografie sull’intero arco della pittura veneziana/veneta da Mantegna a Veronese. Dopo la raccolta di saggi La bilancia dell’arcangelo. Vedere i dettagli nella pittura veneziana del Cinquecento (Roma, Bulzoni, 2009, rist. 2011), è uscita la grande monografia Tiziano (Milano, 24Ore Cultura, 2012). Ha fondato, diretto e curato il periodico semestrale "Venezia Cinquecento". Negli ultimi anni era al lavoro su documenti, fonti e contesti della pittura di Giovanni Bellini, Tiziano, Tintoretto.