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Al via il restauro della cappella Brancacci a Firenze

categoria: Eventi
24 January 2022
Firenze
Cappella Brancacci, chiesa del Carmine

La cappella Brancacci, nella chiesa fiorentina del Carmine, coi suoi affascinanti affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi, riaprirà al pubblico a febbraio 2022, con una modalità unica e irripetibile: si potrà salire sui ponteggi del restauro in corso.

Siamo saliti su quei ponteggi in anteprima ed è stata un’esperienza emozionante: l’ultima volta, da studenti, lo avevamo fatto con Umberto Baldini, nel lontano 1976, e allora gli affreschi, prima di un restauro epocale terminato negli anni Ottanta, erano davvero sporchissimi. Con un po’ d’acqua spruzzata su qualche dettaglio, Baldini mostrava le magnifiche cromie sottostanti alla sporcizia. Da allora si sono resi necessari altri interventi, e le tecniche odierne permetteranno interventi ancora più mirati. Il restauro partirà fra poco, ma intanto possiamo assicurare che a vederle così, da vicino, come dovettero vederle solo i tre pittori che le realizzarono, le storie affrescate paiono ancora più impressionanti. Si prova un singolare effetto: ovviamente gli affreschi paiono più grandi che dal basso, ma le pareti della cappella paiono ancora più vicine fra loro, come se davvero quel piccolo ambiente voluto nel 1423 da Felice Brancacci, ricco fiorentino poi caduto in disgrazia, fosse davvero uno scrigno prezioso. Dunque sarà un privilegio unico poter entrare e salire mentre i tecnici sono al lavoro tanto più che sarà possibile solo fino a quando resteranno in piedi i ponteggi allestiti per il restauro, che si prevede durerà all’incirca un anno. Al momento si stanno svolgendo le prime indagini diagnostiche, e a breve inizierà il restauro vero e proprio, che fa parte di un programma di ricerca e valorizzazione messo a punto da Comune, Soprintendenza, Cnr-Ispc di Firenze, Opificio delle Pietre Dure e la Fondazione statunitense Friends of Florence, in compartecipazione con Jay Pritzker Foundation.

Chi salirà, potrà ammirare le figure umanizzate, quasi reali dipinte da Masaccio, con quei ritratti indimenticabili di Masaccio stesso, di suo fratello Giovanni, detto lo Scheggia, di Masolino, di Leon Battista Alberti e Filippo Brunelleschi. E poi, quelle scimmie sui davanzali delle finestre, nel più bello scorcio di una Firenze prosperosa e vivace, quella dei primi decenni del Quattrocento, con i suoi alti palazzi, le architetture rosate, gli sporti di legno, le stanghe di legno alle finestre, la gente che passeggia. E quel concerto di figure disposte quasi a esedra – Gesù con gli apostoli, sullo sfondo di montagne scabre che svettano su un cielo vero, atmosferico, mai è parso così realistico. Masaccio e Masolino lasciarono il lavoro incompiuto nel 1427: partirono per Roma, dove Masaccio, giovanissimo, sarebbe morto un anno dopo. Poi molte figure, probabilmente tutti i ritratti dei Brancacci, divenuti invisi ai Medici, dovettero essere scialbate. I lavori furono proseguiti molto più tardi, fra 1481 e 1483, da Filippino Lippi, che ha lasciato qui anche il suo autoritratto e la sua inconfondibile maestria in quelle figure che che si stagliano davanti a una meravigliosa balaustra. Insomma, un concentrato di umanesimo e rinascimento fiorentino.

Info visite: da febbraio 2022, con obbligo di prenotazione, di venerdì, sabato e lunedì dalle 10.00 alle 17.00, e di domenica dalle 13 alle 17. Le modalità saranno indicate sul sito cultura.comune.fi.it

Gloria Fossi