Art e Dossier

Arte a San Leonardo 2026

categoria: Eventi

È Chiara Camoni l’artista scelta dall’azienda vitivinicola San Leonardo, in Vallagarina, in Trentino, di proprietà di Anselmo Guerrieri Gonzaga e Ilaria Tronchetti Provera, per l’edizione 2026 di Arte a San Leonardo, a cura di Giovanna Amadasi. L’opera di Camoni scaturita dal progetto, Spiritelli (di Terra e Vegetazione), entra a far parte della Collezione San Leonardo (è destinata alla serra) e costituisce il soggetto dell’etichetta di un lotto a tiratura limitata dell’annata 2021 del San Leonardo, il vino di punta della tenuta.

Oltre che per questa iniziativa, Chiara Camoni (1974) è l’artista scelta per il Padiglione italiano alla Biennale di Venezia di quest’anno: anche quest’anno Arte a San Leonardo – dopo Simone Berti, Marzia Migliora, Linda Fregni Nagler – coinvolge un’artista di primo piano nel panorama contemporaneo italiano.

L’opera è costituita da cinque diversi elementi – tre pannelli di seta stampati con tinture vegetali e da due sculture in grès smaltato –, destinata alla serra della tenuta, è stata creata durante un progetto in tre fasi, della durata di circa un anno, che ha incluso un periodo di residenza, la realizzazione vera e propria e la comunicazione dell’iniziativa. Nel maggio 2025 Camoni ha soggiornato nella tenuta di San Leonardo e ha raccolto foglie, bacche, fiori, campioni di terra, entrando in contatto con il gruppo di lavoro, con le coltivazioni e con le peculiarità della zona. «Arrivando a San Leonardo si è subito colpiti da un paesaggio molto vario: c’è il borgo, c’è la vigna, il giardino, il bosco, la montagna; una terra che deriva dal passaggio di un fiume che non c’è più; una collina formata dai detriti che sono scesi da questa montagna verticale. Ci sono una serie di micropaesaggi all’interno di uno stesso e unico luogo che tiene tutto: è come un piccolo mondo, ed è come, se entrando lì, uno potesse, in un unico sguardo, abbracciare il mondo intero», dice l’artista. A giugno ha realizzato le stampe, con la combinazione dei materiali raccolti sui tessuti, poi arrotolati, e la bollitura per estrarre i colori e per imprimere le forme, in un momento conviviale e di lavoro collettivo. L’immagine di uno di queste stampe su seta – la figura di uno “spiritello” antropomorfo – è stata scelta per l’etichetta. Camoni, utilizzando terra e cenere proveniente da San Leonardo, ha poi completato nel proprio studio le due sculture in ceramica – due “odalische” – che accompagnano i lavori tessili. Se il vino è l’espressione della specificità di un territorio, l’opera d’arte ne interpreta i valori e attinge al genius loci – spirituale e materiale– che vive e respira attraverso di esso.

L’opera di Camoni, realizzata con l’apporto delle persone che lavorano nella tenuta e delle collaboratrici dell’artista, racchiude alcuni temi portanti della sua poetica, il senso profondo della creatività e della pratica condivise, collaborative, nonché l’incontro con la ricchezza e la varietà degli elementi naturali e la loro inesauribile possibilità di trasformazione. «Volevo che l’opera potesse essere l’immagine traslata di un paesaggio e di una piccola comunità: quello che si ottiene con la stampa vegetale e con la ceramica è il risultato di un processo alchemico, per cui, dati degli ingredienti di partenza, si arriva a qualche cosa di molto diverso e solo in parte controllabile. Dopo tanti anni, mi sembra di poter dare sempre meno indicazioni tecniche: si dispongono delle cose, le si porta avanti e il risultato che arriva è comunque meraviglioso».

Ilaria Ferraris