Gli anni Venti del Novecento a Firenze: il Déco si mette in mostra
Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostraFirenze Déco. Atmosfere degli anni Venti, allestita nella città toscana, fra le sale di Palazzo Medici Riccardi. Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, la rassegna si avvale della curatela di Lucia Mannini e ripercorre i capitoli salienti di una stagione intensa, durante la quale Firenze giocò un ruolo chiave sulla scena del gusto internazionale, improntato all’eleganza e al lusso consacrati dall’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925.
La sezione inaugurale della mostra descrive i legami tra Firenze e Parigi, entrambe fulcro di un rinnovato interesse verso le arti applicate e poli produttivi nei quali artisti e manifatture trovarono molteplici occasioni di incontro. Lungo l’itinerario espositivo, i riflettori illuminano i contributi di Gio Ponti per Richard-Ginori, le ceramiche di Galileo Chini, le creazioni di Thayaht e Salvatore Ferragamo – che proprio negli anni Venti scelse Firenze come luogo in cui sviluppare la propria attività –, i gioielli amati dall’alta società italiana ed estera, i manifesti pubblicitari nati dalla volontà di dare forma a un nuovo linguaggio della comunicazione. “Il panorama che si presenta in mostra” – spiega la curatrice Lucia Mannini ‒ “è estremamente ricco e variegato, comprendendo opere pienamente ascrivibili al modo di progettare e al sistema di segni del Déco, ma anche altre che dimostrano sensibilità di più sfuggente definizione, ma sempre pienamente ‘alla moda’: tutte concorrono a evocare le affascinanti atmosfere tipiche degli anni Venti. Sono infatti sculture, dipinti e grafiche, ma anche arredi, abiti, fotografie, video e ceramiche a ricostruire il dinamico clima di quel momento e raccontare storie avvincenti del nostro recente passato”.
Arianna Testino

